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LA BIBBIA
La Bibbia si presenta a noi come un complesso di 66 libri
sacri
scritti da alcuni autori ispirati da Dio.
In questa raccolta non sono
presenti i libri Apocrifi(1),
in quanto ritenuti non ispirati e quindi non facenti parte del Canone(2)
biblico.
Il tema centrale di tutta la Bibbia è Cristo,
dalla preparazione dell’A.T.
alla rivelazione del N.T
La Bibbia non si colloca sul piano scientifico o filosofico, essa si occupa
di ciò che concerne il rapporto tra Dio e l’uomo e il suo bisogno di
salvezza.
La Bibbia non è un manuale di scienze,eppure è in armonia con la scienza
moderna. Galileo Galilei(1564-1642), per le sue teorie sulla rotondità della
terra fu accecato perché, secondo i religiosi del tempo, esse erano
contrarie alle affermazioni della Bibbia. La Scrittura, invece affermava,
già nel 700 a.c., che la terra era un globo (Isaia40:22).
La Bibbia è stata scritta da circa 40 scrittori diversi, in luoghi diversi e
in un periodo di tempo di circa 1600 anni, da Mosè a Giovanni(3), ed anche
in diverse lingue, eppure Essa dimostra la sua unità e la sua armonia come
se fosse stata scritta da un solo autore.
Ma ciò che è più rilevante, è quello che la Bibbia compie attraverso il suo
messaggio nella vita e nel cuore degli uomini.
Se l’uomo avesse potuto salvare se stesso,Gesù non sarebbe venuto; Dio dà
prova del fallimento dell’uomo attraverso la legge data a Mosè. A causa
della debolezza morale conseguenza della caduta d’Adamo (4), l’umanità
acquisisce una notevole inclinazione alla trasgressione e, in questa
condizione di separazione da Dio, l’uomo diventa fortemente egocentrico.
La legge ovviamente non fa altro che rivelare il misfatto, evidenziando
l’incapacità dell’uomo di osservare i comandamenti di Dio (Romani 3:19,20,)
Quale speranza ha l’uomo d’essere giusto davanti a Dio, poiché la condotta
d’ogni persona è ben lontana dallo standard morale richiesto? Chi può essere
salvato?
Questa fu la domanda che i discepoli fecero a Gesù (Matteo 19:25). In
effetti, tutti noi, senza eccezione a causa del peccato, siamo squalificati
da questa corsa per la salvezza, essa, infatti, esige la perfezione (Romani
3:23,24).
Ciò è impossibile all’uomo, ma a Dio ogni cosa è possibile!
Questa fu la risposta di Gesù ai discepoli.
La salvezza non poteva avvenire in modo fittizio, e così Dio venne in
soccorso dell’umanità perduta, e come uomo venne a salvare l’uomo (Romani 8:
1-3).
Cristo nella sua incarnazione soddisfa pienamente la giustizia e la santità
che Dio richiede all’uomo, divenendo così capo e autore di quella fede che
salva appieno chiunque crede (Ebrei 5:8-10; 10:7).
La giustizia di Cristo è così accreditata e la salvezza si ottiene non per i
nostri meriti (ciò è impossibile), ma per quelli del Figlio di Dio, non per
opere giuste che abbiamo fatte, ma per grazia (Efesini 2: 8,9; Tt. 3:5).
Perciò Dio da grazia agl’umili (Giacomo 4:6), a coloro cioè che si
riconoscono mancanti, bisognosi di perdono e salvezza e come tali confidano
in Colui che è senza peccato (Luca 23:39-43).
Possiamo affermare che l’umanità si divide in due categorie di persone:
peccatori che vogliono essere trovati e peccatori che non lo vogliono. Gesù,
infatti, disse di essere venuto per cercare e salvare ciò che era perduto
(Luca19:10). E’ sempre Dio che prende l’iniziativa, in tutta la Bibbia e in
particolare con l’avvento di Cristo, per venire incontro al bisogno di
salvezza dell’uomo (Matteo 20: 1-16).
Si può osservare nel cristianesimo, il ribaltamento di quell’idea comune a
tutte le religioni, in cui è l’uomo che deve arrampicarsi per cercare di
raggiungere il “divino”.
Qui invece è il Divino che viene a cercare e salvare l’uomo che da se non
può farlo (Giovanni 6:28,29).
L’offerta di Dio, che vuole salvare tutti gli uomini ed elevarli alla
dignità di figli(5) è gratuita. Difatti è scritto: “ voi che siete assetati
venite alle acque… venite comprate senza danaro…” (Isaia55:1).
Questo dono è Gesù stesso che dice: “io sono il pane della vita,chi viene a
me non avrà più fame e chi crede in me non avrà mai più sete “ (Giovanni
6:35).
Così la risposta per la salvezza dell’uomo non è una lista di regole da
osservare, ma una Persona che è l’adempimento della legge(6), che vive una
vita perfetta (senza peccato), che offre volontariamente la sua vita come
sacrificio espiatorio per i peccati del mondo (Marco 10: 45).
La conferma che Cristo morì senza peccato, caricandosi i nostri e subendone
il giusto giudizio con la morte, viene data dalla sua resurrezione(7) (Isaia
53:10).
Tale verità è la pietra di paragone che dichiara “ Gesù di Nazaret figlio di
Dio con potenza secondo lo spirito di santità mediante la risurrezione dai
morti “ (Romani 1: 1-4).
Per molti uomini questa pietra è stata pietra d’intoppo (Romani 9:33; I
Pietro 2:6-8), poiché tanti sono disposti a riconoscere Gesù come maestro di
vita o ancora come il più grande profeta e operatore di miracoli,
considerazioni certamente positive,ma che non hanno a che vedere con la
conoscenza e testimonianza di fede che confessa Gesù Cristo come Salvatore e
Signore.(Romani 10:9:10)
Su questo terreno il dibattito potrebbe essere piuttosto acceso, tanto più
infervorato quanto più si cerca di inscatolare verità spirituali in
confezioni puramente intellettuali, così da trattare Dio come una formula da
laboratorio o ridurre tutto ad un mero concetto filosofico. Per usare un
esempio topologico, sarebbe come cercare per assurdo di ingabbiare la quarta
dimensione nella terza o come diceva il saggio, cercare di contenere ciò che
ci contiene.
Evidentemente non è questo l’approccio più adeguato verso la Bibbia, anzi
essa ci dice che “ l’uomo naturale non riceve le cose dello Spirito, perché
esse sono pazzia per lui e non le si può conoscere perché devono essere
giudicate spiritualmente “ (ICorinzi 2:14).
Quindi la bibbia parla di realtà spirituali che possono incidere fortemente
anche nella realtà fisica, ma che non possono essere viste con l’occhio
naturale, ne essere pienamente comprese dall’intelletto.
Dio sgonfia il pallone del nostro orgoglio e ogni vana illusione da parte
dell’uomo di poterlo conoscere con la propria sapienza (ICorinzi 1: 19-21).
La Bibbia c’indica un’unica via possibile per potere vedere il regno di Dio
, tale via è profetizzata molti secoli prima nell’A.T. Essa è Gesù!(Giovanni
14:6).
“ In Lui abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, il perdono dei
peccati secondo le ricchezze della sua grazia “ (Efesini 1: 7).
Questo è l’unico modo per cui possiamo conoscere Dio.
Mediante la fede in Cristo veniamo purificati (Atti 15:9-11) e messi nelle
condizioni di ricevere lo Spirito Santo promesso (Galati 3:13,14), caparra
della nostra redenzione(IICorinzi 1:20-22), che apre i nostri occhi per
vedere,ed entrare nel regno di Dio (Giovanni3:3-5). Così per la Sua luce,
noi vediamo la luce (Salmo 36:9)
La Bibbia è luce, ma come per un cieco la luce è irrilevante, così l’uomo
spiritualmente cieco a causa del peccato, non può vedere la Verità.
Perciò Gesù disse: “ io sono venuto in questo mondo per fare un giudizio,
affinché quelli che non vedono vedano,e quelli che vedono diventino ciechi
“(Giovanni 9:39,40).
Come i religiosi di quel tempo si avvidero che Gesù parlava della loro
cecità nonostante la loro pretesa di vedere, così noi vogliamo umilmente,
nei modi che si confanno alla creatura davanti al Creatore, riconoscere la
nostra cecità e chiedere liberazione, per entrare nella Vita che il Padre ci
dona nel Suo unigenito Figlio (IGiovanni 1:8,9; 5:11,12,13).
Per concludere
vogliamo ricordare ancora, che Cristo è
la chiave di tutta la Bibbia, Colui che da alle Sacre Scritture
l’unità storica e spirituale:
Genesi – Deuteronomio - Rivelazione di Cristo;
Giosuè – Ester - Preparazione di Cristo;
Giobbe – Cantico dei Cantici - Aspirazione di Cristo;
Isaia – Malachia - Aspettazione di Cristo;
Matteo – Giovanni - Manifestazione di Cristo;
Atti – Giuda - Realizzazione di Cristo;
Apocalisse - Conclusione di Cristo.
Note:
(1) Apocrifi
(2)Canone
(3)Mosè e Giovanni
(4)caduta di Adamo
(5)figli
(6)legge
(7)resurrezione