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Antico Testamento: Libri storici |
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GIOSUE'
Conquista del paese di Canaan
Giosuè scelto come successore di Mosè
CAPITOLO 1
1:1-12:24
(De 1:38; 31:23; 2Co 2:14) De 31:1-8, 14, 23; 34:9 (Gv 14:1; 16:33)
Dopo la morte di Mosè, servo del SIGNORE, il SIGNORE parlò a Giosuè, figlio
di Nun, servo di Mosè, e gli disse: «Mosè, mio servo, è morto. Àlzati
dunque, attraversa questo Giordano, tu con tutto questo popolo, per entrare
nel paese che io do ai figli d'Israele. Ogni luogo che la pianta del vostro
piede calcherà, io ve lo do, come ho detto a Mosè, dal deserto, e dal Libano
che vedi là, sino al gran fiume, il fiume Eufrate, tutto il paese degli
Ittiti sino al mar Grande, verso occidente: quello sarà il vostro
territorio. Nessuno potrà resistere di fronte a te tutti i giorni della tua
vita; come sono stato con Mosè, così sarò con te; io non ti lascerò e non ti
abbandonerò. Sii forte e coraggioso, perché tu metterai questo popolo in
possesso del paese che giurai ai loro padri di dar loro. Solo sii molto
forte e coraggioso; abbi cura di mettere in pratica tutta la legge che Mosè,
mio servo, ti ha data; non te ne sviare né a destra né a sinistra, affinché
tu prosperi dovunque andrai. Questo libro della legge non si allontani mai
dalla tua bocca, ma meditalo, giorno e notte; abbi cura di mettere in
pratica tutto ciò che vi è scritto; poiché allora riuscirai in tutte le tue
imprese, allora prospererai. Non te l'ho io comandato? Sii forte e
coraggioso; non ti spaventare e non ti sgomentare, perché il SIGNORE, il tuo
Dio, sarà con te dovunque andrai».
(Nu 32:16-32; De 3:18-20) Gs 22:1-9
Allora Giosuè diede quest'ordine agli ufficiali del popolo: «Passate per
l'accampamento e date quest'ordine al popolo: "Preparatevi dei viveri,
perché fra tre giorni oltrepasserete questo Giordano per andare a
conquistare il paese che il SIGNORE, il vostro Dio, vi dà perché lo
possediate"».
Giosuè parlò pure ai Rubeniti, ai Gaditi e alla mezza tribù di Manasse, e
disse loro: «Ricordatevi dell'ordine che Mosè, servo del SIGNORE, vi diede
quando vi disse: "Il SIGNORE, il vostro Dio, vi ha concesso riposo, e vi ha
dato questo paese". Le vostre mogli, i vostri bambini e il vostro bestiame
rimarranno nel paese che Mosè vi ha dato di qua dal Giordano; ma voi tutti
che siete forti e valorosi passerete in armi alla testa dei vostri fratelli
e li aiuterete, finché il SIGNORE abbia concesso riposo ai vostri fratelli
come a voi, e siano anch'essi in possesso del paese che il SIGNORE, il
vostro Dio, dà loro. Poi ritornerete al paese di vostra proprietà, che Mosè,
servo del SIGNORE, vi ha dato di qua dal Giordano verso il levante, e ne
prenderete possesso».
E quelli risposero a Giosuè e dissero: «Noi faremo tutto quello che ci hai
comandato, e andremo dovunque ci manderai. Ti ubbidiremo interamente, come
abbiamo ubbidito a Mosè. Solamente, sia con te il SIGNORE, il tuo Dio, com'è
stato con Mosè! Chiunque sarà ribelle ai tuoi ordini e non ubbidirà alle tue
parole, qualunque sia l'ordine che gli darai, sarà messo a morte. Solo, sii
forte e coraggioso!»
CAPITOLO 2
Raab nasconde i due esploratori a Gerico
Gc 1:23-25 (Eb 11:31; Gm 2:25) Gs 6:17, 22-25
Or Giosuè, figlio di Nun, mandò segretamente da Sittim due spie, e disse
loro: «Andate, esaminate il paese e Gerico».
Quelle andarono ed entrarono in casa di una prostituta di nome Raab, e vi
alloggiarono. Ciò fu riferito al re di Gerico, e gli fu detto: «Ecco, alcuni
uomini dei figli d'Israele son venuti qui per esplorare il paese». Allora il
re di Gerico mandò a dire a Raab: «Fa' uscire quegli uomini che sono venuti
da te e sono entrati in casa tua; perché sono venuti a esplorare tutto il
paese». Ma la donna prese quei due uomini, li nascose e disse: «È vero,
quegli uomini sono venuti in casa mia, ma io non sapevo di dove fossero; e
quando si stava per chiuder la porta della città all'imbrunire, quegli
uomini sono usciti; dove siano andati non so; rincorreteli senza perdere
tempo, e li raggiungerete». Lei invece li aveva fatti salire sulla terrazza
e li aveva nascosti sotto gli steli di lino che vi aveva ammucchiato. E la
gente li rincorse per la via che porta ai guadi del Giordano; e, dopo che i
loro inseguitori furono usciti, la porta della città fu chiusa.
Prima che le spie si addormentassero, Raab salì da loro sulla terrazza, e
disse a quegli uomini: «Io so che il SIGNORE vi ha dato il paese, che il
terrore del vostro nome ci ha invasi e che tutti gli abitanti del paese
hanno perso coraggio davanti a voi. Poiché noi abbiamo udito come il SIGNORE
asciugò le acque del mar Rosso davanti a voi, quando usciste dall'Egitto, e
quel che faceste ai due re degli Amorei, di là dal Giordano, Sicon e Og, che
votaste allo sterminio. Appena l'abbiamo udito, il nostro cuore è venuto
meno e non è più rimasto coraggio in alcuno, per causa vostra; poiché il
SIGNORE, il vostro Dio, è Dio lassù nei cieli e quaggiù sulla terra. Vi
prego dunque, giuratemi per il SIGNORE, poiché vi ho trattati con bontà, che
anche voi tratterete con bontà la casa di mio padre; e datemi un segno
sicuro che salverete la vita a mio padre, a mia madre, ai miei fratelli,
alle mie sorelle e a tutto quel che appartiene a loro, e che ci preserverete
dalla morte».
Quegli uomini risposero: «Siamo pronti a dare la nostra vita per voi, se non
divulgate questo nostro affare; e quando il SIGNORE ci avrà dato il paese,
noi ti tratteremo con bontà e lealtà». Allora lei li calò giù dalla finestra
con una fune; infatti la sua casa era addossata alle mura della città, e lei
stava di casa sulle mura. E disse loro: «Andate verso il monte, affinché non
v'incontrino i vostri inseguitori, e rimanetevi nascosti per tre giorni fino
al ritorno di coloro che v'inseguono; poi andrete per la vostra strada». E
quegli uomini le dissero: «Noi saremo sciolti dal giuramento che ci hai
fatto fare, se tu non osservi quello che stiamo per dirti: quando entreremo
nel paese, attaccherai alla finestra per la quale ci fai scendere, questa
cordicella di filo rosso; radunerai presso di te, in casa, tuo padre, tua
madre, i tuoi fratelli e tutta la famiglia di tuo padre. Se qualcuno di
questi uscirà in strada dalla porta di casa tua, il suo sangue ricadrà sul
suo capo, e noi non ne avremo colpa; ma il sangue di chiunque sarà con te in
casa ricadrà sul nostro capo, se uno gli metterà le mani addosso. Se tu
divulghi questo nostro affare, saremo sciolti dal giuramento che ci hai
fatto fare». E lei disse: «Sia come dite!». Poi li congedò, e quelli se ne
andarono. E lei attaccò la cordicella rossa alla finestra.
Quelli dunque partirono e se ne andarono al monte, dove rimasero tre giorni,
fino al ritorno di quelli che li rincorrevano; i quali li cercarono per
tutta la strada, ma non li trovarono. E quei due uomini ritornarono, scesero
dal monte, oltrepassarono il Giordano, andarono da Giosuè, figlio di Nun, e
gli raccontarono tutto quello ch'era loro successo. Essi dissero a Giosuè:
«Certo, il SIGNORE ha dato in nostra mano tutto il paese; e già tutti gli
abitanti del paese hanno perso coraggio davanti a noi».
CAPITOLO 3
Il passaggio del Giordano
Gs 4; Es 14:15-31; 2R 2:6-8, 13-14; Sl 114:3, 5
Giosuè si alzò la mattina di buon'ora, e con tutti i figli d'Israele partì
da Sittim. Essi arrivarono al Giordano, e là si fermarono, prima di
oltrepassarlo.
Dopo tre giorni, gli ufficiali percorsero l'accampamento, e diedero quest'ordine
al popolo: «Quando vedrete l'arca del patto del SIGNORE vostro Dio, portata
dai sacerdoti levitici, partirete dal luogo dove siete accampati, e andrete
dietro ad essa. Però, vi sarà tra voi e l'arca la distanza di circa duemila
cubiti; non vi avvicinate ad essa, affinché possiate veder bene la via per
la quale dovete andare; poiché non siete mai passati per questa via».
Giosuè disse al popolo: «Santificatevi, poiché domani il SIGNORE farà
meraviglie in mezzo a voi». Poi Giosuè disse ai sacerdoti: «Prendete in
spalla l'arca del patto e passate davanti al popolo». Ed essi presero in
spalla l'arca del patto e camminarono davanti al popolo.
Il SIGNORE disse a Giosuè: «Oggi comincerò a renderti grande agli occhi di
tutto Israele, affinché riconoscano che come fui con Mosè così sarò con te.
Tu darai ai sacerdoti, che portano l'arca del patto, quest'ordine: "Quando
sarete giunti alla riva delle acque del Giordano, vi fermerete nel
Giordano"». Giosuè disse ai figli d'Israele: «Avvicinatevi e ascoltate le
parole del SIGNORE vostro Dio». Poi Giosuè disse: «Da questo riconoscerete
che il Dio vivente è in mezzo a voi, e che egli scaccerà certamente davanti
a voi i Cananei, gli Ittiti, gli Ivvei, i Ferezei, i Ghirgasei, gli Amorei e
i Gebusei: ecco, l'arca del patto del SIGNORE di tutta la terra sta per
passare davanti a voi per entrare nel Giordano. Prendete dunque dodici
uomini fra le tribù d'Israele, uno per tribù. E non appena i sacerdoti che
portano l'arca di DIO, Signore di tutta la terra, avranno posato le piante
dei piedi nelle acque del Giordano, le acque del Giordano, quelle che
scendono dalla parte superiore, saranno tagliate e si fermeranno in un
mucchio». Il popolo, partito dalle sue tende per oltrepassare il Giordano,
aveva davanti a sé i sacerdoti che portavano l'arca del patto. Appena quelli
che portavano l'arca giunsero al Giordano e tuffarono i piedi nell'acqua
della riva (il Giordano straripa dappertutto durante tutto il tempo della
mietitura), le acque che scendevano dalla parte superiore si fermarono e si
elevarono in un mucchio a una grandissima distanza, fino alla città di Adam
che è vicino a Sartan; e quelle che scendevano verso il mare della pianura,
il mar Salato, furono interamente separate da esse; e il popolo passò di
fronte a Gerico. I sacerdoti che portavano l'arca del patto del SIGNORE
stettero fermi sull'asciutto, in mezzo al Giordano, mentre tutto Israele
passava all'asciutto, finché tutta la nazione ebbe finito di oltrepassare il
Giordano.
CAPITOLO 4
Le dodici pietre commemorative
(Gs 3:10-17; Mi 6:5) Sl 78:2-8 (Lu 19:40)
Quando tutta la nazione ebbe finito di attraversare il Giordano, il SIGNORE
disse a Giosuè: «Scegliete tra il popolo dodici uomini, uno per tribù, e
date loro quest'ordine: "Prendete da qui, in mezzo al Giordano, dal luogo
dove i sacerdoti si sono fermati, dodici pietre; portatele con voi di là dal
fiume, e collocatele nel luogo dove vi accamperete stanotte"». Giosuè chiamò
i dodici uomini che aveva designati tra i figli d'Israele, un uomo per
tribù, e disse loro: «Passate davanti all'arca del SIGNORE vostro Dio, in
mezzo al Giordano, e ognuno di voi porti sulla spalla una pietra, secondo il
numero delle tribù dei figli d'Israele, affinché questo sia un segno in
mezzo a voi. In avvenire, i vostri figli vi domanderanno: "Che cosa
significano per voi queste pietre?" Allora voi risponderete loro: "Le acque
del Giordano furono tagliate davanti all'arca del patto del SIGNORE;
quand'essa attraversò il Giordano, le acque del Giordano furono tagliate, e
queste pietre sono per i figli d'Israele un ricordo per sempre"». I figli
d'Israele fecero dunque come Giosuè aveva ordinato; presero dodici pietre di
mezzo al Giordano, come il SIGNORE aveva detto a Giosuè, secondo il numero
delle tribù dei figli d'Israele; le portarono con sé di là dal fiume nel
luogo dove avrebbero passato la notte, e là le collocarono. Giosuè fece
rizzare pure dodici pietre in mezzo al Giordano, nel luogo dove si erano
fermati i piedi dei sacerdoti che portavano l'arca del patto, e vi sono
rimaste fino ad oggi. I sacerdoti che portavano l'arca rimasero fermi in
mezzo al Giordano, finché tutto quello che il SIGNORE aveva comandato a
Giosuè di dire al popolo fu eseguito, conformemente agli ordini che Mosè
aveva dato a Giosuè, e il popolo si affrettò a passare. Quando tutto il
popolo ebbe concluso la traversata, passò anche l'arca del SIGNORE con i
sacerdoti, in presenza del popolo. I figli di Ruben, i figli di Gad e mezza
tribù di Manasse attraversarono in armi davanti ai figli d'Israele, come
Mosè aveva detto loro. Circa quarantamila uomini, pronti di tutto punto per
la guerra, passarono davanti al SIGNORE nelle pianure di Gerico, per andare
a combattere.
In quel giorno, il SIGNORE rese grande Giosuè agli occhi di tutto Israele;
ed essi lo temettero, come avevano temuto Mosè tutti i giorni della sua
vita.
Poi il SIGNORE disse a Giosuè: «Ordina ai sacerdoti che portano l'arca della
testimonianza di salire dal Giordano». Allora Giosuè diede quest'ordine ai
sacerdoti: «Salite dal Giordano». E appena i sacerdoti che portavano l'arca
del patto del SIGNORE furono saliti di mezzo al Giordano e le piante dei
loro piedi si furono alzate e posate sull'asciutto, le acque del Giordano
tornarono al loro posto, e strariparono dappertutto, come prima.
Il popolo salì dal Giordano il decimo giorno del primo mese e si accampò a
Ghilgal, all'estremità orientale di Gerico.
E Giosuè fece rizzare in Ghilgal le dodici pietre che essi avevano prese dal
Giordano. Poi parlò ai figli d'Israele e disse loro: «In avvenire, i vostri
figli domanderanno ai loro padri: "Che cosa significano queste pietre?"
Allora voi lo farete sapere ai vostri figli, e direte: "Israele attraversò
questo Giordano all'asciutto". Infatti il SIGNORE, il vostro Dio, ha
prosciugato le acque del Giordano davanti a voi finché foste passati, come
il SIGNORE, il vostro Dio, fece al mar Rosso che egli prosciugò finché
fossimo passati, perché tutti i popoli della terra riconoscano che la mano
del SIGNORE è potente, e voi temiate in ogni tempo il SIGNORE vostro Dio».
CAPITOLO 5
Quando tutti i re degli Amorei che erano di là dal Giordano verso occidente
e tutti i re dei Cananei che erano presso il mare udirono che il SIGNORE
aveva prosciugato le acque del Giordano davanti ai figli d'Israele finché
fossero passati, il loro cuore venne meno e non rimase più in loro alcun
coraggio di fronte ai figli d'Israele.
Circoncisione della nuova generazione
Ge 17:9-14, 23-27 (Cl 2:11-12)
In quel tempo il SIGNORE disse a Giosuè: «Fatti dei coltelli di pietra, e
torna di nuovo a circoncidere i figli d'Israele». E Giosuè si fece dei
coltelli di pietra e circoncise i figli d'Israele sul colle d'Aralot. Questo
fu il motivo per cui li circoncise: tutti i maschi del popolo uscito
dall'Egitto, cioè tutti gli uomini di guerra, erano morti nel deserto
durante il viaggio dopo essere usciti dall'Egitto. Tutto il popolo uscito
dall'Egitto era circonciso, ma tutto il popolo nato nel deserto durante il
viaggio, dopo l'uscita dall'Egitto, non era stato circonciso. Infatti i
figli d'Israele avevano camminato per quarant'anni nel deserto, finché tutta
la nazione, cioè tutti gli uomini di guerra che erano usciti dall'Egitto,
furono distrutti, perché non avevano ubbidito alla voce del SIGNORE. Il
SIGNORE aveva loro giurato che non avrebbe fatto loro vedere il paese che
aveva promesso con giuramento ai loro padri di dare a noi: paese dove
scorrono il latte e il miele; e sostituì a loro i loro figli. E questi
Giosuè circoncise, perché erano incirconcisi, non essendo stati circoncisi
durante il viaggio. Quando tutta la nazione fu circoncisa, quelli rimasero
al loro posto nell'accampamento, finché fossero guariti.
La Pasqua nella pianura di Gerico
(Es 12:1-28; Nu 9:1-14)(Fl 4:19)
Allora il SIGNORE disse a Giosuè: Oggi vi ho tolto di dosso l'infamia
d'Egitto. E quel luogo fu chiamato Ghilgal, nome che dura fino ad oggi. I
figli d'Israele si accamparono a Ghilgal e, sulla sera del quattordicesimo
giorno del mese, celebrarono la Pasqua nelle pianure di Gerico. L'indomani
della Pasqua, in quello stesso giorno, mangiarono i prodotti del paese: pani
azzimi e grano arrostito. E la manna cessò l'indomani del giorno in cui
mangiarono i prodotti del paese; e i figli d'Israele non ebbero più manna,
ma mangiarono, quell'anno stesso, il frutto del paese di Canaan.
Il capo dell'esercito del Signore
Es 3:1-10; 23:20-23 (Lu 22:43)
Mentre Giosuè era presso Gerico, egli alzò gli occhi, guardò, ed ecco un
uomo in piedi che gli stava davanti, tenendo in mano la spada sguainata.
Giosuè andò verso di lui, e gli disse: «Sei tu dei nostri, o dei nostri
nemici?» E quello rispose: «No, io sono il capo dell'esercito del SIGNORE;
arrivo adesso». Allora Giosuè cadde con la faccia a terra, si prostrò e gli
disse: «Che cosa vuol dire il mio Signore al suo servo?». Il capo
dell'esercito del SIGNORE disse a Giosuè: «Togliti i calzari dai piedi;
perché il luogo dove stai è santo». E Giosuè fece così.
CAPITOLO 6
La conquista di Gerico
Eb 11:30 (De 7:16, 24-26; 20:16-18)(Gs 2; Eb 11:31)(So 1:16)
Gerico era ben chiusa e barricata per paura dei figli d'Israele; nessuno ne
usciva e nessuno vi entrava.
E il SIGNORE disse a Giosuè: «Vedi, io do in tua mano Gerico, il suo re, i
suoi prodi guerrieri. Voi tutti dunque, uomini di guerra, marciate intorno
alla città, facendone il giro una volta. Così farai per sei giorni; e sette
sacerdoti porteranno davanti all'arca sette trombe squillanti; il settimo
giorno farete il giro della città sette volte, e i sacerdoti soneranno le
trombe. E avverrà che, quand'essi soneranno a distesa il corno squillante e
voi udrete il suono delle trombe, tutto il popolo lancerà un gran grido, e
le mura della città crolleranno, e il popolo salirà, ciascuno diritto
davanti a sé».
Allora Giosuè, figlio di Nun, chiamò i sacerdoti e disse loro: «Prendete
l'arca del patto, e sette sacerdoti portino sette trombe squillanti davanti
all'arca del SIGNORE». Poi disse al popolo: «Andate, girate intorno alla
città, e l'avanguardia preceda l'arca del SIGNORE».
Quando Giosuè ebbe parlato al popolo, i sette sacerdoti che portavano le
sette trombe squillanti davanti al SIGNORE si misero in marcia sonando le
trombe; e l'arca del patto del SIGNORE li seguiva. L'avanguardia marciava
davanti ai sacerdoti che sonavano le trombe, e la retroguardia seguiva
l'arca; durante la marcia, i sacerdoti sonavano le trombe. Giosuè aveva dato
al popolo quest'ordine: «Non gridate, fate che non si oda neppure la vostra
voce e non vi esca parola di bocca, fino al giorno che io vi dirò:
"Gridate!" Allora griderete». Così fece fare all'arca del SIGNORE il giro
della città una volta; poi rientrarono nell'accampamento, e vi passarono la
notte.
Giosuè si alzò la mattina presto, e i sacerdoti presero l'arca del SIGNORE.
I sette sacerdoti che portavano le sette trombe squillanti davanti all'arca
del SIGNORE avanzavano, sonando le trombe durante la marcia. L'avanguardia
li precedeva; la retroguardia seguiva l'arca del SIGNORE; e durante la
marcia, i sacerdoti sonavano le trombe. Il secondo giorno girarono intorno
alla città una volta, e poi tornarono all'accampamento. Così fecero per sei
giorni.
Il settimo giorno si alzarono la mattina allo spuntar dell'alba e fecero
sette volte il giro della città in quella stessa maniera; soltanto in quel
giorno fecero il giro della città sette volte. La settima volta, come i
sacerdoti sonarono le trombe, Giosuè disse al popolo: «Gridate! perché il
SIGNORE vi ha dato la città. E la città con tutto quel che contiene sarà
consacrata al SIGNORE per essere voto di interdetto; soltanto Raab, la
prostituta, avrà salva la vita: lei e tutti quelli che saranno in casa con
lei, perché nascose i messaggeri che noi avevamo inviati. E voi guardatevi
bene da ciò ch'è votato all'interdetto, affinché non siate voi stessi votati
allo sterminio, prendendo qualcosa d'interdetto, e non rendiate maledetto
l'accampamento d'Israele, gettandovi lo scompiglio. Ma tutto l'argento,
l'oro e gli oggetti di rame e di ferro saranno consacrati al SIGNORE;
entreranno nel tesoro del SIGNORE».
Il popolo dunque gridò e i sacerdoti sonarono le trombe; e quando il popolo
udì il suono delle trombe lanciò un gran grido, e le mura crollarono. Il
popolo salì nella città, ciascuno diritto davanti a sé, e s'impadronirono
della città. Votarono allo sterminio tutto ciò che era nella città, passando
a fil di spada uomini, donne, bambini, vecchi, buoi, pecore e asini.
E Giosuè disse ai due uomini che avevano esplorato il paese: «Andate in casa
di quella prostituta, fatela uscire con tutto ciò che le appartiene, come
glielo avete giurato». E quei giovani che avevano esplorato il paese
entrarono nella casa, e ne fecero uscire Raab, suo padre, sua madre, i suoi
fratelli e tutto quello che le apparteneva; ne fecero uscire anche tutte le
famiglie dei suoi e li sistemarono fuori dell'accampamento d'Israele.
Poi i figli d'Israele diedero fuoco alla città e a tutto quello che
conteneva; presero soltanto l'argento, l'oro e gli oggetti di rame e di
ferro, che misero nel tesoro della casa del SIGNORE. Ma a Raab, la
prostituta, alla famiglia di suo padre e a tutti i suoi Giosuè lasciò la
vita; e lei ha abitato in mezzo a Israele fino ad oggi, perché aveva
nascosto gli esploratori che Giosuè aveva mandato a Gerico.
1R 16:34 (Sl 37:22; Is 55:11)
Allora Giosuè fece questo giuramento: «Sia maledetto, davanti al SIGNORE,
l'uomo che si alzerà a ricostruire questa città di Gerico! Egli ne getterà
le fondamenta sul suo primogenito, e ne rizzerà le porte sul più giovane dei
suoi figli».
Il SIGNORE fu con Giosuè, e la fama di lui si sparse per tutto il paese.
CAPITOLO 7
Trasgressione di Acan e sua punizione
Gs 22:20 (1Cr 21:1, 7; 2S 21:1)
Ma i figli d'Israele commisero un'infedeltà circa l'interdetto; poiché Acan,
figlio di Carmi, figlio di Zabdi, figlio di Zerac, della tribù di Giuda,
prese dell'interdetto, e l'ira del SIGNORE s'accese contro i figli
d'Israele.
Giosuè mandò degli uomini da Gerico ad Ai, che è vicina a Bet-Aven, a
oriente di Betel, e disse loro: «Salite ed esplorate il paese». E quelli
salirono ed esplorarono Ai. Poi tornarono da Giosuè e gli dissero: «Non
occorre che salga tutto il popolo; ma salgano due o tremila uomini, e
sconfiggeranno Ai; non stancare tutto il popolo mandandolo là, perché quelli
sono in pochi». Così vi salirono del popolo circa tremila uomini, i quali si
diedero alla fuga davanti alla gente di Ai. E la gente di Ai ne uccise circa
trentasei, li inseguì dalla porta fino a Sebarim, li mise in rotta nella
discesa; e il cuore del popolo venne meno e si sciolse come acqua.
(Es 5:22-23; Nu 14:13-16)
Giosuè si stracciò le vesti e si gettò con il viso a terra davanti all'arca
del SIGNORE; stette così fino alla sera, egli con gli anziani d'Israele, e
si gettarono della polvere sul capo. Giosuè disse: «Ahi, Signore DIO, perché
hai fatto attraversare il Giordano a questo popolo, per darci in mano agli
Amorei e farci perire? Oh, ci fossimo pur accontentati di rimanere di là dal
Giordano! Ahimé, Signore, che dovrò dire, ora che Israele ha voltato le
spalle ai suoi nemici? I Cananei e tutti gli abitanti del paese lo verranno
a sapere, ci accerchieranno e faranno sparire il nostro nome dalla terra; e
tu che farai per il tuo gran nome?»
(Gs 6:17-18; De 7:25-26) 1S 14:38-43 (1Ti 6:9-10; Za 5:3-4; Eb 12:15) At
5:1-11
Il SIGNORE disse a Giosuè: «Àlzati! Perché te ne stai così prostrato con la
faccia a terra? Israele ha peccato; essi hanno trasgredito il patto che
avevo loro comandato d'osservare; hanno perfino preso dell'interdetto, lo
hanno rubato, hanno mentito, e lo hanno messo fra i loro oggetti. Perciò i
figli d'Israele non potranno resistere ai loro nemici e volteranno le spalle
davanti a loro, perché son diventati essi stessi interdetto. Io non sarò più
con voi, se non distruggete l'interdetto in mezzo a voi. Àlzati, santifica
il popolo e digli: "Santificatevi per domani, perché così ha detto il
SIGNORE, il Dio d'Israele: O Israele, c'è dell'interdetto in mezzo a te! Tu
non potrai resistere ai tuoi nemici, finché non abbiate tolto l'interdetto
di mezzo a voi. Domattina dunque vi accosterete tribù per tribù; e la tribù
che il SIGNORE designerà, si accosterà famiglia per famiglia; e la famiglia
che il SIGNORE designerà, si accosterà casa per casa; e la casa che il
SIGNORE designerà, si accosterà persona per persona. E colui che sarà
designato per aver preso dell'interdetto sarà dato alle fiamme con tutto
quello che gli appartiene, perché ha trasgredito il patto del SIGNORE e ha
commesso un'infamia in Israele"».
Giosuè dunque si alzò presto la mattina, e fece accostare Israele tribù per
tribù; e la tribù di Giuda fu designata. Poi fece accostare le famiglie di
Giuda, e la famiglia degli Zerachiti fu designata. Poi fece accostare la
famiglia degli Zerachiti persona per persona, e Zabdi fu designato. Poi fece
accostare la casa di Zabdi persona per persona, e fu designato Acan, figlio
di Carmi, figlio di Zabdi, figlio di Zerac, della tribù di Giuda.
Allora Giosuè disse ad Acan: «Figlio mio, da' gloria al SIGNORE, al Dio
d'Israele, rendigli omaggio, e dimmi quello che hai fatto; non me lo
nascondere». Acan rispose a Giosuè e disse: «È vero; ho peccato contro il
SIGNORE, il Dio d'Israele; ed ecco precisamente quello che ho fatto. Ho
visto fra le spoglie un bel mantello di Scinear, duecento sicli d'argento e
una sbarra d'oro del peso di cinquanta sicli; ho desiderato quelle cose e le
ho prese; ecco, sono nascoste in terra in mezzo alla mia tenda; e l'argento
è sotto». Allora Giosuè mandò dei messaggeri, i quali corsero alla tenda; ed
ecco che il mantello vi era nascosto; e l'argento stava sotto. Essi presero
quelle cose di mezzo alla tenda e le portarono a Giosuè e a tutti i figli
d'Israele e le deposero davanti al SIGNORE.
Giosuè e tutto Israele con lui presero Acan, figlio di Zerac, l'argento, il
mantello, la sbarra d'oro, i suoi figli e le sue figlie, i suoi buoi, i suoi
asini, le sue pecore, la sua tenda e tutto quello che gli apparteneva, e li
fecero salire nella valle di Acor. E Giosuè disse: «Così come ci hai causato
una sventura, il SIGNORE causerà una sventura a te in questo giorno!» E
tutto Israele lo lapidò; e dopo aver lapidato gli altri, diedero tutti alle
fiamme. Poi ammassarono sopra Acan un gran mucchio di pietre, che dura fino
ad oggi. E il SIGNORE cessò dalla sua ira tremenda. Perciò quel luogo è
stato chiamato fino ad oggi Valle di Acor.
CAPITOLO 8
La presa di Ai
Gs 7; Gc 20:27-48 (De 20:16-18; 21:22-23)
Poi il SIGNORE disse a Giosuè: «Non temere, e non ti sgomentare! Prendi con
te tutta la gente di guerra, àlzati e sali contro Ai. Guarda, io do in tua
mano il re di Ai, il suo popolo, la sua città e il suo paese. Tu tratterai
Ai e il suo re come hai trattato Gerico e il suo re; ne prenderete per voi
soltanto il bottino e il bestiame. Tendi un'imboscata dietro la città».
Giosuè dunque con tutta la gente di guerra si alzò per salire contro Ai.
Egli scelse trentamila uomini valenti e prodi, li fece partire di notte e
diede loro quest'ordine: «Tenderete un'imboscata dietro la città; non
allontanatevi troppo dalla città e siate tutti pronti. Io e tutto il popolo
che è con me ci accosteremo alla città e, quando essi usciranno contro di
noi come la prima volta, ci metteremo in fuga davanti a loro. Essi
c'inseguiranno finché noi li avremo attirati lontano dalla città, perché
diranno: "Essi fuggono dinanzi a noi come la prima volta". E noi fuggiremo
davanti a loro. Voi allora uscirete dall'imboscata e v'impadronirete della
città; il SIGNORE, il vostro Dio, la darà in mano vostra. E quando avrete
preso la città, la incendierete; farete come ha detto il SIGNORE. Badate
bene, questo è l'ordine che io vi do». Così Giosuè li mandò, e quelli
andarono al luogo dell'imboscata, e si fermarono fra Betel e Ai, a occidente
di Ai; ma Giosuè rimase quella notte in mezzo al popolo.
La mattina presto si alzò, passò in rassegna il popolo, e salì contro Ai:
egli con gli anziani d'Israele, alla testa del popolo. E tutta la gente di
guerra che era con lui salì, si avvicinò, giunse di fronte alla città, e si
accampò a nord di Ai. Tra lui e Ai c'era una valle. Giosuè prese circa
cinquemila uomini, con i quali tese un'imboscata fra Betel e Ai, a occidente
della città. Il popolo sistemò tutto l'accampamento a nord della città e
tese l'imboscata a occidente della città; ma Giosuè, durante quella notte,
si spinse avanti in mezzo alla valle.
Quando il re di Ai vide questo, la gente della città si alzò in fretta di
buon mattino; e il re e tutto il suo popolo uscirono contro Israele, per
dargli battaglia al punto convenuto, al principio della pianura; perché il
re non sapeva che c'era un'imboscata contro di lui dietro la città. Allora
Giosuè e tutto Israele, fingendosi battuti da quelli, si misero in fuga
verso il deserto. E tutto il popolo che era nella città fu chiamato a
raccolta per inseguirli; e inseguirono Giosuè e furono attirati lontano
dalla città. Non ci fu uomo, in Ai e in Betel, che non uscisse dietro a
Israele. Lasciarono la città aperta e inseguirono Israele.
Allora il SIGNORE disse a Giosuè: «Stendi verso Ai la lancia che hai in
mano, perché io sto per dare Ai in tuo potere». E Giosuè stese verso la
città la lancia che aveva in mano. E subito, non appena ebbe steso la mano,
gli uomini dell'imboscata uscirono dal luogo dov'erano, entrarono di corsa
nella città, la presero, e s'affrettarono ad appiccarvi il fuoco. E la gente
di Ai, voltandosi indietro, guardò, e vide che il fumo della città saliva al
cielo; e non vi fu per loro alcuna possibilità di fuggire né da una parte né
dall'altra, perché il popolo che fuggiva verso il deserto si era voltato
contro quelli che lo inseguivano. Giosuè e tutto Israele, vedendo che quelli
dell'imboscata avevano preso la città e che il fumo saliva dalla città,
tornarono indietro, e batterono la gente di Ai. Anche gli altri uscirono
dalla città contro di loro; cosicché gli uomini di Ai furono presi in mezzo
da Israele, avendo gli uni di qua e gli altri di là; e Israele li batté in
modo che non ne rimase né superstite né fuggiasco. Ma il re di Ai lo presero
vivo e lo portarono da Giosuè.
Quando Israele ebbe finito di uccidere tutti gli abitanti di Ai nella
campagna, nel deserto dove quelli l'avevano inseguito, e tutti furono caduti
sotto i colpi della spada finché non ne rimasero più, tutto Israele tornò
verso Ai e la mise a fil di spada. Tutti quelli che caddero in quel giorno,
fra uomini e donne, furono dodicimila: vale a dire tutta la gente di Ai.
Giosuè non ritirò la mano che aveva stesa con la lancia, finché non ebbe
sterminato tutti gli abitanti di Ai. Israele prese per sé soltanto il
bestiame e il bottino di quella città, secondo l'ordine che il SIGNORE aveva
dato a Giosuè. Giosuè incendiò dunque Ai e la ridusse per sempre in un
mucchio di rovine com'è ancora oggi. Quanto al re di Ai, l'appese a un
albero, e ve lo lasciò fino a sera; ma al tramonto del sole Giosuè ordinò
che il cadavere fosse calato dall'albero; e lo gettarono all'ingresso della
porta della città, e gli ammassarono sopra un gran mucchio di pietre, che
rimane ancora al giorno d'oggi.
Lettura delle maledizioni e delle benedizioni
De 28; 28
Allora Giosuè costruì un altare al SIGNORE, Dio d'Israele, sul monte Ebal,
come Mosè, servo del SIGNORE, aveva ordinato ai figli d'Israele, e come sta
scritto nel libro della legge di Mosè: un altare di pietre intatte sulle
quali nessun ferro era passato; e i figli d'Israele offrirono su di esso
olocausti al SIGNORE, e fecero sacrifici di riconoscenza. E là, su delle
pietre, Giosuè scrisse una copia della legge che Mosè aveva scritta in
presenza dei figli d'Israele.
Tutto Israele, i suoi anziani, i suoi ufficiali e i suoi giudici stavano in
piedi ai due lati dell'arca, di fronte ai sacerdoti levitici che portavano
l'arca del patto del SIGNORE: gli stranieri come gli Israeliti di nascita,
metà dal lato del monte Garizim, metà dal lato del monte Ebal, come Mosè,
servo del SIGNORE, aveva da prima ordinato che si benedicesse il popolo
d'Israele. Dopo questo, Giosuè lesse tutte le parole della legge, le
benedizioni e le maledizioni, secondo tutto ciò che è scritto nel libro
della legge. Non vi fu parola, di tutto ciò che Mosè aveva comandato, che
Giosuè non leggesse in presenza di tutta la comunità d'Israele, delle donne,
dei bambini e degli stranieri che camminavano in mezzo a loro.
CAPITOLO 9
L'astuzia dei Gabaoniti
Gs 11:16-20; Is 8:9-10
Tutti i re che erano di qua dal Giordano, nella regione montuosa, nella
pianura e lungo tutta la costa del mar Grande di fronte al Libano, l'Ittita,
l'Amoreo, il Cananeo, il Ferezeo, l'Ivveo e il Gebuseo udirono queste cose,
e si adunarono tutti assieme, di comune accordo, per muovere guerra a Giosuè
e ad Israele.
Ge 27 (Nu 27:18, 21; Pr 3:5, 7; Gr 10:23)(Nu 30:3; 2S 21:1-14)
Gli abitanti di Gabaon, dal canto loro, quand'ebbero udito ciò che Giosuè
aveva fatto a Gerico e ad Ai, agirono con astuzia: partirono, provvisti di
viveri, caricarono sui loro asini dei sacchi vecchi e dei vecchi otri da
vino, vecchi e ricuciti. Si misero ai piedi calzari vecchi e rappezzati, e
dei vecchi abiti addosso; e tutto il pane, di cui si erano provvisti, era
duro e sbriciolato. Andarono da Giosuè, all'accampamento di Ghilgal, e
dissero a lui e alla gente d'Israele: «Noi veniamo da un paese lontano; fate
dunque alleanza con noi». La gente d'Israele rispose a questi Ivvei: «Forse
voi abitate in mezzo a noi; come dunque faremmo alleanza con voi?» Ma quelli
dissero a Giosuè: «Noi siamo tuoi servi!» E Giosuè a loro: «Chi siete? e da
dove venite?» Quelli gli risposero: «I tuoi servi vengono da un paese molto
lontano, attratti dalla fama del SIGNORE tuo Dio; poiché abbiamo sentito
parlare di lui, di tutto quello che ha fatto in Egitto e di tutto quello che
ha fatto ai due re degli Amorei di là dal Giordano, a Sicon re di Chesbon e
ad Og re di Basan, che abitava ad Astarot. I nostri anziani e tutti gli
abitanti del nostro paese ci hanno detto: "Prendete con voi delle provviste
per il viaggio, andate loro incontro e dite: «Noi siamo vostri servi; fate
dunque alleanza con noi»". Ecco il nostro pane; lo prendemmo caldo dalle
nostre case, come provvista, il giorno che partimmo per venire da voi, e ora
eccolo duro e sbriciolato; e questi sono gli otri da vino che riempimmo
tutti nuovi, ed eccoli rotti; e questi i nostri abiti e i nostri calzari,
che si sono logorati per il cammino molto lungo». Allora la gente d'Israele
prese delle loro provviste, e non consultò il SIGNORE. Giosuè fece pace con
loro e stabilì con loro un patto per il quale avrebbe lasciato loro la vita;
e i capi della comunità lo giurarono loro.
Ma tre giorni dopo ch'ebbero stabilito questo patto, seppero che quelli
erano loro vicini e abitavano in mezzo a loro. Infatti i figli d'Israele
partirono, e giunsero alle loro città il terzo giorno. Le loro città erano
Gabaon, Chefira, Beerot e Chiriat-Iearim. Ma i figli d'Israele non li
uccisero, a causa del giuramento che i capi della comunità avevano fatto
loro nel nome del SIGNORE, Dio d'Israele. Però tutta la comunità mormorò
contro i capi. E tutti i capi dissero all'intera comunità: «Noi abbiamo
giurato loro nel nome del SIGNORE, Dio d'Israele; perciò non li possiamo
toccare. Ecco quel che faremo loro: li lasceremo in vita, per non attirarci
addosso l'ira del SIGNORE, a causa del giuramento che abbiamo fatto loro». I
capi dissero dunque: «Essi vivranno!» Ma quelli furono semplici spaccalegna
e portatori d'acqua per tutta la comunità, come i capi avevano loro detto.
Giosuè dunque li chiamò e parlò loro così: «Perché ci avete ingannati
dicendo: "Stiamo molto lontano da voi", mentre abitate in mezzo a noi? Or
dunque siete maledetti e voi non cesserete mai d'essere schiavi, spaccalegna
e portatori d'acqua per la casa del mio Dio». E quelli risposero a Giosuè e
dissero: «Era stato espressamente riferito ai tuoi servi che il tuo Dio, il
SIGNORE, aveva ordinato al suo servo Mosè di darvi tutto il paese e di
sterminarne davanti a voi tutti gli abitanti. E noi, per causa vostra, siamo
stati in gran timore per le nostre vite, e abbiamo fatto questo. E ora
eccoci qui nelle tue mani; trattaci come ti pare che sia bene e giusto di
fare». Giosuè li trattò dunque così: li liberò dalle mani dei figli
d'Israele, perché questi non li uccidessero; ma in quel giorno li destinò a
essere spaccalegna e portatori d'acqua per la comunità e per l'altare del
SIGNORE, nel luogo che il SIGNORE si sarebbe scelto; ed è ciò che fanno
ancora al giorno d'oggi.
CAPITOLO 10
Battaglia di Gabaon
Gs 11:19 (Is 30:30; Sl 18:7-15)
Quando Adoni-Sedec, re di Gerusalemme, udì che Giosuè aveva preso Ai e
l'aveva votata allo sterminio, che aveva trattato Ai e il suo re nel modo in
cui aveva trattato Gerico e il suo re, che gli abitanti di Gabaon avevano
fatto la pace con gl'Israeliti ed erano in mezzo a loro, fu tutto
spaventato. Infatti Gabaon era una città grande come una delle città regali,
anche più grande di Ai, e tutti gli uomini suoi erano valorosi. Perciò
Adoni-Sedec, re di Gerusalemme, mandò a dire a Oam re di Ebron, a Piram re
di Iarmut, a Iafia re di Lachis e a Debir re di Eglon: «Salite da me,
soccorretemi e noi batteremo Gabaon, perché ha fatto la pace con Giosuè e
con i figli d'Israele». Cinque re degli Amorei, il re di Gerusalemme, il re
di Ebron, il re di Iarmut, il re di Lachis e il re di Eglon si radunarono,
salirono con tutti i loro eserciti, si accamparono di fronte a Gabaon e
l'attaccarono.
Allora i Gabaoniti mandarono a dire a Giosuè, all'accampamento di Ghilgal:
«Non negare ai tuoi servi il tuo aiuto; affréttati a salire da noi,
liberaci, soccorrici, perché tutti i re degli Amorei che abitano la regione
montuosa si sono radunati contro di noi». Giosuè dunque salì da Ghilgal, con
tutta la gente di guerra e con tutti gli uomini segnalati per valore. E il
SIGNORE disse a Giosuè: «Non li temere, perché io li ho dati in tuo potere;
nessuno di loro potrà resistere di fronte a te». Così Giosuè piombò loro
addosso all'improvviso: aveva marciato tutta la notte da Ghilgal. E il
SIGNORE li mise in rotta davanti a Israele, che inflisse loro una grande
sconfitta presso Gabaon, li inseguì per la via che sale a Bet-Oron, e li
batté fino ad Azeca e a Maccheda. Mentre fuggivano davanti a Israele ed
erano alla discesa di Bet-Oron, il SIGNORE fece cadere dal cielo su di loro
delle grosse pietre fino ad Azeca, ed essi perirono: quelli che morirono per
le pietre della grandinata furono più numerosi di quelli che i figli
d'Israele uccisero con la spada.
(Ac 3:11; Mr 11:22-24)(Is 40:26-28; Lu 1:37) Gb 9:7,10; Ro 8:31
Allora Giosuè parlò al SIGNORE, il giorno che il SIGNORE diede gli Amorei in
mano ai figli d'Israele, e disse in presenza d'Israele: «Sole, fermati su
Gabaon,
e tu, luna, sulla valle d'Aialon!»
E il sole si fermò, e la luna rimase al suo posto,
finché la nazione si fu vendicata dei suoi nemici.
Questo non sta forse scritto nel libro del Giusto?
E il sole si fermò in mezzo al cielo
e non si affrettò a tramontare per quasi un giorno intero.
E mai, né prima né poi c'è stato un giorno simile a quello, nel quale il
SIGNORE abbia esaudito la voce di un uomo; perché il SIGNORE combatteva per
Israele. Poi Giosuè, con tutto Israele, tornò all'accampamento di Ghilgal.
Ml 4:3; 1S 15:32-33 (Gs 8:29; De 21:22-23) Ro 8:37
Or i cinque re erano fuggiti, e si erano nascosti nella caverna di Maccheda.
La cosa fu riferita a Giosuè e gli fu detto: «I cinque re sono stati trovati
nascosti nella caverna di Maccheda». Allora Giosuè disse: «Rotolate delle
grosse pietre all'imboccatura della caverna, e mettetevi degli uomini per
far loro la guardia; ma voi non vi fermate; inseguite i vostri nemici, e
colpite le retroguardie; non li lasciate entrare nelle loro città, perché il
SIGNORE, il vostro Dio, li ha dati in vostro potere». Quando Giosuè e i
figli d'Israele ebbero finito d'infliggere loro una completa disfatta, e
quelli che scamparono si furono rifugiati nelle città fortificate, tutto il
popolo tornò tranquillamente a Giosuè, all'accampamento di Maccheda, senza
che nessuno osasse fiatare contro i figli d'Israele.
Allora Giosuè disse: «Aprite l'imboccatura della caverna e conducetemi fuori
quei cinque re». Quelli agirono così: fecero uscire dalla caverna quei
cinque re, il re di Gerusalemme, il re di Ebron, il re di Iarmut, il re di
Lachis, il re di Eglon, e glieli condussero. E quando quei re furono tolti
dalla caverna e condotti da Giosuè, Giosuè chiamò tutti gli uomini
d'Israele, e disse ai capi dei guerrieri che erano andati con lui:
«Avvicinatevi, mettete il piede sul collo di questi re». Quelli si
avvicinarono e misero il piede sul loro collo. Giosuè disse loro: «Non
temete, non vi sgomentate, siate forti e coraggiosi, perché così farà il
SIGNORE a tutti i vostri nemici contro i quali dovrete combattere». Dopo ciò
Giosuè li colpì e li uccise; quindi li appese a cinque alberi; e quelli
rimasero appesi agli alberi fino alla sera. Al tramonto, Giosuè ordinò che
fossero calati dagli alberi e gettati nella caverna dove si erano nascosti,
e che all'imboccatura della caverna fossero messe delle grosse pietre. Esse
sono rimaste lì fino a oggi.
In quel medesimo giorno Giosuè prese Maccheda e fece passare a fil di spada
la città e il suo re; li votò allo sterminio con tutte le persone che vi si
trovavano; non ne lasciò scampare una, e trattò il re di Maccheda come aveva
trattato il re di Gerico.
Conquiste nel mezzogiorno
(De 7:1-6; 20:16-18) Sl 72:9-11; 2Co 2:14
Poi Giosuè con tutto Israele passò da Maccheda a Libna, e l'attaccò. Il
SIGNORE diede anche quella città con il suo re nelle mani d'Israele, e
Giosuè la mise a fil di spada con tutte le persone che vi si trovavano; non
ne lasciò scampare una, e trattò il suo re come aveva trattato il re di
Gerico.
Poi Giosuè con tutto Israele passò da Libna a Lachis; si accampò di fronte a
questa, e l'attaccò. Il SIGNORE diede Lachis nelle mani d'Israele, che la
prese il secondo giorno, e la mise a fil di spada, con tutte le persone che
vi si trovavano, esattamente come aveva fatto a Libna. Allora Oram, re di
Ghezer, salì in soccorso di Lachis.
Ma Giosuè batté lui e il suo popolo senza lasciarne scampare alcuno.
Poi Giosuè con tutto Israele passò da Lachis a Eglon; si accamparono di
fronte a questa, e l'attaccarono. La presero quel medesimo giorno e la
misero a fil di spada. In quel giorno Giosuè votò allo sterminio tutte le
persone che vi si trovavano, esattamente come aveva fatto a Lachis.
Poi Giosuè con tutto Israele salì da Eglon a Ebron, e l'attaccarono. La
presero, la misero a fil di spada insieme con il suo re, con tutte le sue
città e con tutte le persone che vi si trovavano; non ne lasciò sfuggire
una, esattamente come aveva fatto a Eglon; la votò allo sterminio con tutte
le persone che vi si trovavano.
Poi Giosuè con tutto Israele tornò verso Debir, e l'attaccò. La prese con il
suo re e con tutte le sue città; la misero a fil di spada e votarono allo
sterminio tutte le persone che vi si trovavano, senza che ne scampasse una.
Egli trattò Debir e il suo re come aveva trattato Ebron, come aveva trattato
Libna e il suo re.
Giosuè dunque batté tutto il paese, la contrada montuosa, la regione
meridionale, la regione bassa, le pendici e tutti i loro re; non lasciò
scampare nessuno, ma votò allo sterminio tutto ciò che aveva vita, come il
SIGNORE, il Dio d'Israele, aveva comandato. Così Giosuè li batté da
Cades-Barnea fino a Gaza, e batté tutto il paese di Goscen fino a Gabaon.
Giosuè prese in una volta sola tutti quei re e i loro paesi, perché il
SIGNORE, il Dio d'Israele, combatteva per Israele. Poi Giosuè, con tutto
Israele, tornò all'accampamento di Ghilgal.
CAPITOLO 11
Grande battaglia presso le acque di Merom
Gs 10:1-15, 25; Gc 4:1-16; Sl 48:5
Quando Iabin, re di Asor, ebbe udito queste cose, mandò dei messaggeri a
Iobab re di Madon, al re di Simrom, al re di Acsaf, ai re che erano al nord
nella regione montuosa, nella pianura al sud di Chinneret, nella regione
bassa, e sulle alture di Dor a occidente, ai Cananei d'oriente e di
occidente, agli Amorei, agli Ittiti, ai Ferezei, ai Gebusei nella regione
montuosa, agli Ivvei ai piedi dell'Ermon nel paese di Mispa. E quelli
uscirono con tutti i loro eserciti, formando un popolo innumerevole come la
sabbia che è sulla riva del mare, e con cavalli e carri in grandissima
quantità. Tutti questi re si riunirono e vennero ad accamparsi insieme
presso le acque di Merom per combattere contro Israele.
Il SIGNORE disse a Giosuè: «Non li temere, perché domani a quest'ora io farò
in modo che siano tutti uccisi davanti a Israele; tu taglierai i garretti ai
loro cavalli e darai fuoco ai loro carri».
Giosuè dunque, con tutta la sua gente di guerra, marciò all'improvviso
contro di essi alle acque di Merom e piombò loro addosso. Il SIGNORE li
diede nelle mani degl'Israeliti, i quali li batterono e li inseguirono fino
a Sidone la Grande, fino a Misrefot-Maim e fino alla valle di Mispa, verso
oriente; li batterono senza lasciarne scampare nessuno. E Giosuè li trattò
come gli aveva detto il SIGNORE; tagliò i garretti ai loro cavalli e diede
fuoco ai loro carri.
Conquista nel nord
(Gs 10:28-43; 12:7-24)(De 7:1-6, 16-26; 9:1-5)(1Gv 4:4; Ap 2:26-27)
Al suo ritorno, e in quel medesimo tempo, Giosuè prese Asor e ne fece perire
di spada il re; poiché Asor era stata nel passato la capitale di tutti quei
regni. Mise anche a fil di spada tutte le persone che vi si trovavano,
votandole allo sterminio; non vi restò anima viva, e diede Asor alle fiamme.
Giosuè prese pure tutte le città di quei re e tutti i loro re, li mise a fil
di spada e li votò allo sterminio, come aveva ordinato Mosè, servo del
SIGNORE. Ma Israele non incendiò nessuna delle città poste in collina, salvo
Asor, la sola che Giosuè incendiò. I figli d'Israele tennero per sé tutto il
bottino di quelle città e il bestiame, ma misero a fil di spada tutti gli
uomini fino al loro totale sterminio, senza lasciare anima viva. Come il
SIGNORE aveva comandato a Mosè suo servo, così Mosè ordinò a Giosuè, e così
fece Giosuè, il quale non trascurò nessuno degli ordini che il SIGNORE aveva
dati a Mosè.
Giosuè prese dunque tutto quel paese, la regione montuosa, tutta la regione
meridionale, tutta la terra di Goscen, la regione bassa, la pianura, la
regione montuosa d'Israele e le sue regioni basse, dalla montagna brulla che
si eleva verso Seir, fino a Baal-Gad nella valle del Libano ai piedi del
monte Ermon; prese tutti i loro re, li colpì e li mise a morte. Giosuè fece
per lungo tempo guerra a tutti quei re. Non ci fu città che facesse pace con
i figli d'Israele, eccetto gli Ivvei che abitavano a Gabaon; le presero
tutte, combattendo; infatti il SIGNORE faceva sì che il loro cuore si
ostinasse a dar battaglia a Israele, perché Israele li votasse allo
sterminio senza che ci fosse pietà per loro, e li distruggesse come il
SIGNORE aveva comandato a Mosè.
In quel medesimo tempo, Giosuè si mise in marcia e sterminò gli Anachiti
della regione montuosa, di Ebron, di Debir, di Anab, di tutta la regione
montuosa di Giuda e di tutta la regione montuosa d'Israele; Giosuè li votò
allo sterminio con le loro città. Non rimasero più Anachiti nel paese dei
figli d'Israele; non ne restarono che alcuni in Gaza, in Gat e in Asdod.
Giosuè dunque prese tutto il paese, esattamente come il SIGNORE aveva detto
a Mosè; e Giosuè lo diede in eredità a Israele, tribù per tribù, secondo la
parte che toccava a ciascuna. E nel paese cessò la guerra.
CAPITOLO 12
Elenco dei re vinti
(Nu 21:21-35; De 2:34-37; 3:1-16)
Questi sono i re del paese battuti dai figli d'Israele, i quali presero
possesso del loro territorio di là dal Giordano, verso oriente, dalla valle
dell'Arnon fino al monte Ermon, con tutta la pianura orientale:
Sicon, re degli Amorei, che abitava a Chesbon e dominava da Aroer, che è
sulle sponde del torrente Arnon, e dalla metà della valle e dalla metà di
Galaad, fino al torrente Iabboc, confine dei figli di Ammon; sulla pianura
fino al mare di Chinneret, verso oriente, e fino al mare della pianura, cioè
il mar Salato, a oriente verso Bet-Iesimot; e dal lato di mezzogiorno fino
ai piedi delle pendici del Pisga. Poi il territorio di Og re di Basan, uno
dei superstiti dei Refaim, che abitava ad Astarot e a Edrei, e dominava sul
monte Ermon, su Salca, su tutto Basan sino ai confini dei Ghesuriti e dei
Maacatiti, e sulla metà di Galaad, confine di Sicon re di Chesbon.
Mosè, servo del SIGNORE, e i figli d'Israele li batterono; e Mosè, servo del
SIGNORE, diede il loro paese come possesso ai Rubeniti, ai Gaditi e a mezza
tribù di Manasse.
Gs 10; 11; Sl 76:13
Questi sono i re del paese che Giosuè e i figli d'Israele batterono di qua
dal Giordano, a occidente, da Baal-Gad nella valle del Libano fino alla
montagna brulla che si eleva verso Seir, paese che Giosuè diede in possesso
alle tribù d'Israele, secondo la parte che ne toccava a ciascuna, nella zona
montuosa, nella regione bassa, nella pianura, sulle pendici, nel deserto e
nella regione meridionale; il paese degli Ittiti, degli Amorei, dei Cananei,
dei Ferezei, degli Ivvei e dei Gebusei: il re di Gerico, il re di Ai, vicino
a Betel, il re di Gerusalemme, il re di Ebron, il re di Iarmut, il re di
Lachis, il re di Eglon, il re di Ghezer, il re di Debir, il re di Gheder, il
re di Corma, il re di Arad, il re di Libna, il re di Adullam, il re di
Maccheda, il re di Betel, il re di Tappua, il re di Chefer, il re di Afec,
il re di Saron, il re di Madon, il re di Asor, il re di Simron-Meron, il re
di Acsaf, il re di Taanac, il re di Meghiddo, il re di Chedes, il re di
Iocneam al Carmelo, il re di Dor, sulle alture di Dor, il re di Goim nel
Ghilgal, il re di Tirsa. In tutto trentun re.
Spartizione del paese di Canaan
13:1-24:33 (Mi 4:4)
CAPITOLO 13
Territorio da conquistare
(Gc 3:1-5; 1:27-36)(Eb 5:12; 6:11)
Giosuè era vecchio, ben avanti negli anni. Il SIGNORE gli disse: «Tu sei
vecchio, bene avanti negli anni e rimane ancora una grandissima parte del
paese da conquistare. Ecco ciò che rimane: tutti i distretti dei Filistei e
tutto il territorio dei Ghesuriti, dal Sior, che scorre a oriente
dell'Egitto, sino al confine di Ecron, a settentrione, che è ritenuto
territorio cananeo e appartiene ai cinque prìncipi filistei: a quello di
Gaza, a quello di Asdod, a quello di Ascalon, a quello di Gat, a quello di
Ecron, e anche agli Avvei; a mezzogiorno, tutto il paese dei Cananei e Meara
che è dei Sidoni, fino ad Afec, sino al confine degli Amorei; il paese di
Ghibliti e tutto il Libano verso oriente, da Baal-Gad, ai piedi del monte
Ermon, fino all'ingresso di Camat; tutti gli abitanti della regione montuosa
dal Libano fino a Misrefot-Maim, tutti i Sidoni. Io li scaccerò davanti ai
figli d'Israele; e tu spartisci pure a sorte l'eredità di questo paese fra
gl'Israeliti, come t'ho comandato. Spartisci dunque l'eredità di questo
paese fra le nove tribù e la mezza tribù di Manasse».
Spartizione del paese a oriente del Giordano
Nu 32; De 3:8-17
I Rubeniti e i Gaditi, con l'altra metà della tribù di Manasse, hanno
ricevuto la loro eredità, che Mosè, servo del SIGNORE, diede loro di là dal
Giordano, a oriente: da Aroer sulla sponda del torrente Arnon, e dalla città
che è in mezzo alla valle, tutto l'altipiano di Medeba fino a Dibon; tutte
le città di Sicon re degli Amorei, che regnava a Chesbon, sino al confine
dei figli di Ammon; Galaad, il territorio dei Gherusiti e dei Maacatiti,
tutto il monte Ermon e tutto Basan fino a Salca; tutto il regno di Og, in
Basan, che regnava ad Astarot e a Edrei, ultimo superstite dei Refaim. Mosè
sconfisse questi re e li scacciò. Ma i figli d'Israele non scacciarono i
Ghesuriti e i Maacatiti; e Ghesur e Maacat abitarono in mezzo a Israele fino
a oggi. Solo alla tribù di Levi Mosè non diede nessuna eredità; i sacrifici
consumati dal fuoco per il SIGNORE, Dio d'Israele, sono la sua eredità,
com'egli disse.
Mosè dunque diede alla tribù dei figli di Ruben la loro parte, secondo le
loro famiglie; essi ebbero per territorio, partendo da Aroer sulle sponde
del torrente Arnon e dalla città che sta in mezzo alla valle, tutto
l'altopiano presso Medeba, Chesbon e tutte le sue città che sono
sull'altopiano: Dibon, Bamot-Baal, Bet-Baal-Meon, Iaas, Chedemot, Mefaat,
Chiriataim, Sibma, Seret-Asaar sul monte della valle, Bet-Peor, le pendici
del Pisga e Bet-Iesimot; tutte le città dell'altopiano, tutto il regno di
Sicon, re degli Amorei che regnava a Chesbon, quello che Mosè sconfisse con
i prìncipi di Madian, Evi, Rechem, Sur, Cur e Reba, prìncipi vassalli di
Sicon, che abitavano il paese. I figli d'Israele fecero morire di spada,
insieme con gli altri, anche l'indovino Balaam, figlio di Beor. Al
territorio dei figli di Ruben serviva di confine il Giordano. Questa fu
l'eredità dei figli di Ruben, secondo le loro famiglie, con le città e i
villaggi annessi.
Mosè diede pure alla tribù di Gad, per i figli di Gad, la loro parte,
secondo le loro famiglie. Essi ebbero per territorio Iaezer, tutte le città
di Galaad, la metà del paese dei figli di Ammon fino ad Aroer, che sta di
fronte a Rabba, da Chesbon fino a Ramat-Mispè e Betonim, da Maanaim sino al
confine di Debir, e, nella valle, Bet-Aram, Bet-Nimra, Succot e Safon,
residuo del regno di Sicon re di Chesbon, avendo il Giordano per confine
sino all'estremità del mare di Chinneret, di là dal Giordano, a oriente.
Questa fu l'eredità dei figli di Gad, secondo le loro famiglie, con le città
e i villaggi annessi.
Mosè diede pure alla mezza tribù di Manasse, ai figli di Manasse, la loro
parte, secondo le loro famiglie. Il loro territorio comprendeva, da Maanaim,
tutto Basan, tutto il regno di Og re di Basan, tutti i villaggi di Iair in
Basan, in tutto sessanta città. La metà di Galaad, Astarot e Edrei, città
del regno di Og in Basan, toccarono ai figli di Machir, figlio di Manasse,
cioè alla metà dei figli di Machir, secondo le loro famiglie. Queste sono le
parti che Mosè fece quand'era nelle pianure di Moab, di là dal Giordano, di
fronte a Gerico, a oriente.
Ma alla tribù di Levi Mosè non diede nessuna eredità: il SIGNORE, il Dio
d'Israele, è la sua eredità, com'egli aveva detto.
CAPITOLO 14
Spartizione del paese a occidente del Giordano
(Nu 26:52-56; 34)
Queste sono le terre che i figli d'Israele ebbero come eredità nel paese di
Canaan, e che il sacerdote Eleazar, Giosuè figlio di Nun e i capifamiglia
delle tribù dei figli d'Israele distribuirono loro. L'eredità fu distribuita
a sorte, come il SIGNORE aveva comandato per mezzo di Mosè, alle nove tribù
e alla mezza tribù, perché alle altre due tribù e alla mezza tribù Mosè
aveva dato loro eredità di là dal Giordano; ai Leviti non aveva dato, tra i
figli d'Israele, nessuna eredità; i figli di Giuseppe formavano due tribù:
Manasse ed Efraim; ai Leviti non fu data nessuna parte del paese, tranne le
città per abitarvi, con le campagne circostanti per il proprio bestiame e i
loro averi. I figli d'Israele fecero come il SIGNORE aveva comandato a Mosè,
e spartirono il paese.
Il territorio di Ebrano assegnato a Caleb
(Nu 13; 14)(Eb 6:12; 11:33)(Pr 4:18; Sl 118:17)
I figli di Giuda si avvicinarono a Giosuè a Ghilgal; e Caleb, figlio di
Gefunne, il Chenizeo, gli disse: «Tu sai quel che il SIGNORE disse a Mosè,
uomo di Dio, riguardo a me e a te a Cades-Barnea. Io avevo quarant'anni
quando Mosè, servo del SIGNORE, mi mandò da Cades-Barnea a esplorare il
paese e io gli feci la mia relazione con sincerità di cuore. I miei
fratelli, che erano saliti con me, scoraggiarono il popolo, ma io seguii
pienamente il SIGNORE, il mio Dio. In quel giorno Mosè fece questo
giuramento: "La terra che il tuo piede ha calcata sarà eredità tua e dei
tuoi figli per sempre, perché hai pienamente seguito il SIGNORE, il mio
Dio". E ora ecco, il SIGNORE mi ha conservato in vita, come aveva detto,
durante i quarantacinque anni ormai trascorsi da quando il SIGNORE disse
quella parola a Mosè, mentre Israele camminava nel deserto; e ora ecco che
ho ottantacinque anni; oggi sono ancora robusto com'ero il giorno in cui
Mosè mi mandò; le mie forze sono le stesse d'allora, tanto per combattere
quanto per andare e venire. Dammi dunque questo monte del quale il SIGNORE
parlò quel giorno, poiché tu udisti allora che vi stanno degli Anachim e che
vi sono delle città grandi e fortificate. Forse il SIGNORE sarà con me, e io
li scaccerò, come disse il SIGNORE». Allora Giosuè lo benedisse, e diede
Ebron come eredità a Caleb, figlio di Gefunne. Per questo Caleb, figlio di
Gefunne, il Chenizeo, ha avuto Ebron come eredità, fino a oggi: perché aveva
pienamente seguito il SIGNORE, il Dio d'Israele. Ebron si chiamava in
passato Chiriat-Arba; Arba era stato l'uomo più grande fra gli Anachim.
E nel paese cessò la guerra.
CAPITOLO 15
Territorio toccato alla tribù di Giuda
(Nu 34:2-6; Gs 18:15-20) Ge 49:11-12
La parte toccata a sorte alla tribù dei figli di Giuda, secondo le loro
famiglie, si estendeva sino al confine di Edom, al deserto di Sin verso sud,
all'estremità meridionale di Canaan.
Il loro confine meridionale partiva dall'estremità del mar Salato, dalla
lingua che volge a sud, e si prolungava a sud della salita di Acrabbim,
passava per Sin, poi saliva al sud di Cades-Barnea, passava per Chesron,
saliva verso Addar e si volgeva verso Carcaa; passava quindi da Asmon e
continuava fino al torrente d'Egitto, per terminare al mare. "Questo sarà",
disse Giosuè, "il vostro confine meridionale".
Il confine orientale era il mar Salato, sino alla foce del Giordano.
Il confine settentrionale partiva dal braccio di mare dov'è la foce del
Giordano; di là saliva verso Bet-Ogla, passava al nord di Bet-Araba, saliva
fino al sasso di Boan figlio di Ruben; poi, partendo dalla valle di Acor,
saliva a Debir e si dirigeva verso il nord dal lato di Ghilgal, che sta di
fronte alla salita di Adummim, a sud del torrente; poi passava presso le
acque di En-Semes, e faceva capo a En-Roghel. Di là il confine saliva per la
valle di Ben-Innom fino al versante meridionale del monte dei Gebusei, cioè
Gerusalemme, poi saliva fino alla cima del monte che sta di fronte alla
valle di Innom a occidente, e all'estremità della valle dei Refaim, al nord.
Dalla cima del monte, il confine si estendeva fino alla sorgente delle acque
di Neftoa, continuava verso le città del monte Efron, e si prolungava fino a
Baala, cioè Chiriat-Iearim. Da Baala volgeva poi a occidente verso il monte
Seir, passava per il versante settentrionale del monte Iearim, cioè
Chesalon, scendeva a Bet-Semes e passava per Timna. Di là il confine
continuava verso il lato settentrionale di Ecron, si estendeva verso Sicron,
passava per il monte Baala, si prolungava fino a Iabneel, e terminava al
mare.
Il confine occidentale era il mar Grande. Tali furono da tutti i lati i
confini dei figli di Giuda, secondo le loro famiglie.
(Gs 14:6-15; Gc 1:10-15)
A Caleb, figlio di Gefunne, Giosuè diede una parte in mezzo ai figli di
Giuda, come il SIGNORE gli aveva comandato, cioè: la città di Arba, padre di
Anac, la quale è Ebron. E Caleb ne scacciò i tre figli di Anac: Sesai, Aiman
e Talmai, discendenti di Anac. Di là salì contro gli abitanti di Debir, che
prima si chiamava Chiriat-Sefer. E Caleb disse: «A chi batterà Chiriat-Sefer
e la prenderà io darò in moglie mia figlia Acsa». Allora Otniel figlio di
Chenaz, fratello di Caleb, la conquistò, e Caleb gli diede in moglie sua
figlia Acsa. E quando lei venne a star con lui, persuase Otniel a lasciarle
chiedere un campo a Caleb, suo padre. Lei smontò dall'asino, e Caleb le
disse: «Che vuoi?» Quella rispose: «Fammi un dono; poiché tu m'hai stabilita
in una terra arida, dammi anche delle sorgenti d'acqua». Ed egli le diede le
sorgenti superiori e le sorgenti sottostanti. Questa è l'eredità della tribù
dei figli di Giuda, secondo le loro famiglie.
Ge 49:8-12 (Gs 19:1-9; Ne 11:25-30)
Le città poste all'estremità della tribù dei figli di Giuda, verso il
confine di Edom, dal lato della regione meridionale, erano: Cabseel, Eder,
Iagur, China, Dimona, Adeada, Cades, Asor, Itnan, Zif, Telem, Bealot,
Asor-Adatta, Cheriot-Chesron, cioè Asor, Amam, Sema, Molada, Asar-Gadda,
Chesmon, Bet-Palet, Asar-Sual, Beer-Seba, Biziotia, Baala, Iim, Asem,
Eltolad, Chesil, Corma, Siclag, Madmanna, Sansanna, Lebaot, Silim, Ain,
Rimmon: in tutto ventinove città e i loro villaggi.
Nella regione bassa: Estaol, Sorea, Asna, Zanoà, En-Gannim, Tappuà, Enam,
Iarmut, Adullam, Soco, Azeca, Saaraim, Aditaim, Ghedera e Ghederotaim:
quattordici città e i loro villaggi; Senan, Cadasa, Migdal-Gad, Dilean,
Mispa, Iocteel, Lachis, Boscat, Eglon, Cabbon, Lamas, Chitlis, Ghederot,
Bet-Dagon, Naama e Maccheda: sedici città e i loro villaggi; Libna, Eter,
Asan, Ifta, Asna, Nesib, Cheila, Aczib e Maresa: nove città e i loro
villaggi; Ecron, le città del suo territorio e i suoi villaggi; da Ecron e a
occidente, tutte le città vicine ad Asdod e i loro villaggi; Asdod, le città
del suo territorio e i suoi villaggi; Gaza, le città del suo territorio e i
suo villaggi fino al torrente d'Egitto e al mar Grande, che serve di
confine.
Nella regione montuosa: Sanoir, Iattir, Soco, Danna, Chiriat-Sanna, cioè
Debir, Anab, Estemo, Anim, Goscen, Colon e Ghilo: undici città e i loro
villaggi; Arab, Duma, Esean, Ianum, Bet-Tappuà, Afeca, Cumta, Chiriat-Arba,
cioè Ebron, e Sior: nove città e i loro villaggi; Maon, Carmel, Zif, Iuta,
Izreel, Iocdeam, Zanoà, Cain, Ghibea e Timna: dieci città e i loro villaggi;
Calul, Bet-Sur, Ghedor, Maarat, Bet-Anot e Eltecon: sei città e i loro
villaggi; Chiriat-Baal, cioè Chiriat-Iearim, e Rabba: due città e i loro
villaggi.
Nel deserto: Bet-Araba, Middin, Secacà, Nibsan, Ir-Ammelà e Enghedi: sei
città e i loro villaggi.
Quanto ai Gebusei che abitavano in Gerusalemme, i figli di Giuda non
riuscirono a scacciarli; e i Gebusei hanno abitato con i figli di Giuda in
Gerusalemme fino a oggi.
CAPITOLO 16
Territorio toccato a Efraim
Gs 17; De 33:13-16
La parte toccata in sorte ai figli di Giuseppe si estendeva dal Giordano
presso Gerico, verso le acque di Gerico a oriente, seguendo il deserto che
sale da Gerico a Betel per la regione montuosa. Il confine continuava poi da
Betel a Luz, e passava per la frontiera degli Architi ad Atarot, scendeva a
occidente verso il confine dei Giafletei sino al confine di Bet-Oron disotto
e fino a Ghezer, e terminava al mare. I figli di Giuseppe, Manasse ed
Efraim, ebbero ciascuno la loro eredità.
Questi furono i confini dei figli di Efraim, secondo le loro famiglie.
Il confine della loro eredità era, a oriente, Aterot-Addar, fino a Bet-Oron
disopra; continuava, dal lato di occidente, verso Micmetat al nord, girava a
oriente verso Taanat-Silo e le passava davanti, a oriente di Ianoà. Poi da
Ianoà scendeva ad Aterot e a Naara, toccava Gerico, e terminava al Giordano.
Da Tappuà il confine andava verso occidente fino al torrente di Cana, e
terminava al mare.
Tale fu l'eredità della tribù dei figli d'Efraim, secondo le loro famiglie.
In più, c'erano le città, tutte città con i loro villaggi, messe da parte
per i figli d'Efraim in mezzo all'eredità dei figli di Manasse.
Essi non scacciarono i Cananei che abitavano a Ghezer; e i Cananei hanno
abitato in mezzo a Efraim fino a oggi, ma sono stati soggetti a servitù.
CAPITOLO 17
Territorio toccato alla mezza tribù di Manasse
(Nu 27:1-11; 36)(Ga 3:26-29)
Questa fu la parte toccata a sorte alla tribù di Manasse, perché egli era il
primogenito di Giuseppe. Machir, primogenito di Manasse e padre di Galaad,
siccome era un guerriero, aveva avuto Galaad e Basan. Fu dunque sorteggiata
una parte agli altri figli di Manasse, secondo le loro famiglie: ai figli di
Abiezer, ai figli di Chelec, ai figli d'Asriel, ai figli di Sichem, ai figli
di Chefer, ai figli di Semida. Questi sono i figli maschi di Manasse, figlio
di Giuseppe, secondo le loro famiglie. Or Selofead, figlio di Chefer, figlio
di Galaad, figlio di Machir, figlio di Manasse, non ebbe figli, ma ebbe
delle figlie; questi sono i loro nomi: Mala, Noa, Cogla, Milca e Tirsa.
Queste si presentarono davanti al sacerdote Eleazar, davanti a Giosuè figlio
di Nun e davanti ai capi, e dissero: «Il SIGNORE comandò a Mosè di darci
un'eredità in mezzo ai nostri fratelli». E Giosuè diede loro un'eredità in
mezzo ai fratelli del padre loro, conformemente all'ordine del SIGNORE.
Toccarono così dieci parti a Manasse, oltre il paese di Galaad e di Basan
che è di là dal Giordano; poiché le figlie di Manasse ebbero un'eredità in
mezzo ai figli di lui, e il paese di Galaad fu per gli altri figli di
Manasse.
Gs 16:6, 8-10; Gc 1:27, ecc. (Ro 8:31, 37)
Il confine di Manasse si estendeva da Ascer a Micmetat, che si trova di
fronte a Sichem, e girava a destra verso gli abitanti di En-Tappuà. Il paese
di Tappuà appartenne a Manasse; ma Tappuà, sul confine di Manasse,
appartenne ai figli di Efraim. Poi il confine scendeva al torrente di Cana,
a sud del torrente, presso città che appartenevano a Efraim in mezzo alle
città di Manasse; ma il confine di Manasse era dal lato nord del torrente, e
terminava al mare. Ciò che era a mezzogiorno apparteneva a Efraim; ciò che
era a settentrione apparteneva a Manasse, e il mare era il loro confine; a
settentrione confinavano con Ascer, e a oriente con Issacar. In Issacar e in
Ascer, Manasse ebbe anche Bet-Sean con i suoi villaggi, Ibleam con i suoi
villaggi, gli abitanti di Dor con i suoi villaggi, gli abitanti di En-Dor
con i suoi villaggi, gli abitanti di Taanac con i suoi villaggi, gli
abitanti di Meghiddo con i suoi villaggi: vale a dire tre regioni elevate.
Ma i figli di Manasse non poterono impadronirsi di quelle città; i Cananei
erano decisi a restare in quel paese. Però, quando i figli d'Israele si
furono rinforzati, assoggettarono i Cananei a servitù, ma non li scacciarono
del tutto.
I figli di Giuseppe dissero a Giosuè: «Perché ci hai dato come eredità un
solo lotto, una parte sola? Noi siamo un gran popolo che il SIGNORE ha
benedetto abbondantemente». E Giosuè disse loro: «Se siete un popolo
numeroso, salite alla foresta e dissodatela per farvi del posto nel paese
dei Ferezei e dei Refaim, dato che la regione montuosa d'Efraim è troppo
esigua per voi». Ma i figli di Giuseppe risposero: «Quella regione montuosa
non ci basta; e quanto al territorio della pianura, tutti i Cananei che
l'abitano hanno dei carri di ferro: sia quelli che stanno a Bet-Sean e nei
suoi villaggi, sia quelli che stanno nella valle d'Izreel». Allora Giosuè
parlò alla casa di Giuseppe, a Efraim e a Manasse, e disse loro: «Voi siete
un popolo numeroso e avete una gran forza; non avrete una parte sola; ma
vostra sarà la regione montuosa; e siccome è una foresta, la dissoderete, e
sarà vostra in tutta la sua distesa, poiché voi scaccerete i Cananei, benché
abbiano dei carri di ferro e benché siano potenti».
CAPITOLO 18
Direttive per la spartizione dei territori non ancora assegnati
Gs 14:1-5; Nu 33:53
Poi tutta la comunità dei figli d'Israele si radunò a Silo, dove montarono
la tenda di convegno. Il paese era loro sottomesso.
Rimanevano, tra i figli d'Israele, sette tribù che non avevano ricevuto la
loro eredità. E Giosuè disse ai figli d'Israele: «Fino a quando trascurerete
di andare a prendere possesso del paese che il SIGNORE, il Dio dei vostri
padri, vi ha dato? Sceglietevi tre uomini per tribù e io li manderò. Essi
partiranno, percorreranno il paese, ne faranno una mappa per la spartizione,
poi torneranno da me. Essi lo divideranno in sette parti: Giuda rimarrà nei
suoi confini a mezzogiorno, e la casa di Giuseppe rimarrà nei suoi confini a
settentrione. Voi farete dunque una mappa del paese, dividendolo in sette
parti; me la porterete qui, e io ve le tirerò a sorte qui, davanti al
SIGNORE nostro Dio. Per i Leviti non vi sarà parte in mezzo a voi, poiché il
sacerdozio del SIGNORE è la loro parte; e Gad, Ruben e la mezza tribù di
Manasse hanno già ricevuto, di là dal Giordano, a oriente, l'eredità che
Mosè, servo del SIGNORE, ha data loro». Quegli uomini dunque si alzarono per
partire. A loro che andavano a fare una mappa del paese Giosuè ordinò:
«Andate, percorrete il paese, fatene una mappa e tornate da me; io vi tirerò
a sorte le parti qui, davanti al SIGNORE, a Silo». E quegli uomini andarono,
percorsero il paese, ne fecero una mappa scritta secondo le città,
dividendola in sette parti; poi tornarono da Giosuè, all'accampamento di
Silo. Allora Giosuè tirò a sorte le parti a Silo davanti al SIGNORE, e
spartì il paese tra i figli d'Israele, assegnando a ciascuno la sua parte.
Territorio toccato a Beniamino
De 33:12
Fu tirata a sorte la parte della tribù dei figli di Beniamino, secondo le
loro famiglie; e la parte che toccò loro aveva i suoi confini tra i figli di
Giuda e i figli di Giuseppe.
Dal lato di settentrione, il loro confine partiva dal Giordano, risaliva il
versante di Gerico al nord, saliva per la regione montuosa verso occidente,
e terminava nel deserto di Bet-Aven. Di là passava per Luz, sul versante
meridionale di Luz, cioè Betel, e scendeva ad Aterot-Addar, presso il monte
che è a mezzogiorno di Bet-Oron disotto.
Poi il confine si prolungava e, dal lato occidentale, girava a mezzogiorno
del monte posto di fronte a Bet-Oron, e terminava a Chiriat-Iearim, città
dei figli di Giuda. Questo era il lato occidentale.
Il lato di mezzogiorno cominciava all'estremità di Chiriat-Iearim. Il
confine si prolungava verso occidente fino alla sorgente delle acque di
Neftoa; poi scendeva all'estremità del monte posto di fronte alla valle di
Ben-Innom, che è nella vallata dei Refaim, al nord, e scendeva per la valle
di Innom, sul versante meridionale dei Gebusei, fino a En-Roghel. Si
estendeva quindi verso il nord, e giungeva a En-Semes; di là si dirigeva
verso Ghelilot, che è di fronte alla salita di Adummim, e scendeva al sasso
di Boan, figlio di Ruben; poi passava per il versante settentrionale, di
fronte all'Arabà, e scendeva nell'Arabà. Il confine passava quindi per il
versante settentrionale di Bet-Ogla e terminava al braccio nord del mar
Salato, all'estremità meridionale del Giordano. Questo era il confine
meridionale. Il Giordano serviva da confine dal lato orientale.
Questa fu l'eredità dei figli di Beniamino, secondo le loro famiglie, con i
suoi confini da tutti i lati.
Le città della tribù dei figli di Beniamino, secondo le loro famiglie,
furono: Gerico, Bet-Ogla, Emec-Chesis, Bet-Arabà, Semaraim, Betel, Avvim,
Para, Ofra, Chefar-Ammonai, Ofni e Gheba: dodici città e i loro villaggi;
Gabaon, Rama, Beerot, Mispa, Chefira, Mosa, Rechem, Irpeel, Tareala, Sela,
Elef, Gebus, cioè Gerusalemme, Ghibeat e Chiriat: quattordici città e i loro
villaggi.
Questa fu l'eredità dei figli di Beniamino, secondo le loro famiglie.
CAPITOLO 19
Territorio toccato alle ultime sei tribù
1Cr 4:24-33; Gs 15:21-32; Ge 49:7
La seconda parte tirata a sorte toccò a Simeone, alla tribù dei figli di
Simeone, secondo le loro famiglie. La loro eredità era in mezzo all'eredità
dei figli di Giuda.
Ebbero nella loro eredità: Beer-Seba, Seba, Molada, Casar-Sual, Bala, Asem,
Eltolad, Betul, Corma, Siclag, Bet-Marcabot, Casar-Susa, Bet-Lebaot e
Saruchen: tredici città e i loro villaggi; Ain, Rimmon, Eter e Asan: quattro
città e i loro villaggi; e tutti i villaggi che stavano attorno a queste
città, fino a Baalat-Beer, cioè la Rama del sud.
Questa fu l'eredità della tribù dei figli di Simeone, secondo le loro
famiglie. L'eredità dei figli di Simeone fu tolta dalla parte dei figli di
Giuda, perché la parte dei figli di Giuda era troppo grande per loro; così i
figli di Simeone ebbero la loro eredità in mezzo all'eredità di quelli.
(Gc 49:13; De 33:18-19)
La terza parte tirata a sorte toccò ai figli di Zabulon, secondo le loro
famiglie. Il confine della loro eredità si estendeva fino a Sarid.
Questo confine saliva a occidente verso Mareala e giungeva a Dabbeset, e poi
al torrente che scorre di fronte a Iocneam. Da Sarid girava a oriente, verso
il sol levante, sino al confine di Chislot-Tabor; poi continuava verso
Dabrat e saliva a Iafia. Di là passava a oriente per Gat-Chefer, per
Et-Casin, continuava verso Rimmon, prolungandosi fino a Nea. Poi il confine
girava dal lato di settentrione verso Cannaton, e terminava nella valle
d'Ifta-El. Esso includeva inoltre: Cattat, Naalal, Simron, Ideala e
Betlemme: dodici città e i loro villaggi.
Questa fu l'eredità dei figli di Zabulon, secondo le loro famiglie: quelle
città e i loro villaggi.
(Ge 49:14-15; De 33:18-19)
La quarta parte tirata a sorte toccò a Issacar, ai figli di Issacar, secondo
le loro famiglie.
Il loro territorio comprendeva: Izreel, Chesullot, Sunem, Cafaraim, Scion,
Anaarat, Rabbit, Chision, Abets, Remet, En-Gannim, En-Cadda e Bet-Pases. Poi
il confine giungeva al Tabor, Saasim e Bet-Semes, e terminava al Giordano:
sedici città e i loro villaggi.
Questa fu l'eredità della tribù dei figli d'Issacar, secondo le loro
famiglie: quelle città e i loro villaggi.
(Ge 49:20; De 33:24-25)
La quinta parte tirata a sorte toccò ai figli di Ascer, secondo le loro
famiglie.
Il loro territorio comprendeva: Chelcat, Cali, Beten, Acsaf, Allammelec,
Amad, Misal. Il loro confine giungeva, verso occidente, al Carmelo e a
Sior-Libnat. Poi girava dal lato del sol levante verso Bet-Dagon, giungeva a
Zabulon e nella valle di Ifta-El al nord di Bet-Emec e di Neiel, e si
prolungava verso Cabul a sinistra, e verso Ebron, Reob, Cammon e Cana, fino
a Sidone la Grande. Poi il confine girava verso Rama fino alla fortezza di
Tiro, girava verso Cosa, e terminava al mare dal lato del territorio di
Aczib. Esso includeva inoltre: Umma, Afec e Reob: ventidue città e i loro
villaggi.
Questa fu l'eredità della tribù dei figli di Ascer, secondo le loro
famiglie: queste città e i loro villaggi.
(De 33:23)
La sesta parte tirata a sorte toccò ai figli di Neftali, secondo le loro
famiglie.
Il loro confine si estendeva da Chelef, da Elon-Bezaanannim, Adami-Necheb e
Iabneel fino a Laccum e giungeva al Giordano. Poi il confine girava a
occidente verso Aznot-Tabor, e di là continuava verso Cuccoc; giungeva a
Zabulon dal lato di mezzogiorno, a Ascer dal lato d'occidente, e a Giuda del
Giordano, dal lato orientale. Le fortezze erano: Siddim, Ser, Cammat,
Raccat, Chinneret, Adama, Rama, Asor, Chedes, Edrei, En-Asor, Ireon,
Migdal-El, Corem, Bet-Anat e Bet-Semes: diciannove città e i loro villaggi.
Questa fu l'eredità della tribù dei figli di Neftali, secondo le loro
famiglie: queste città e i loro villaggi.
(Ge 49:16-17; De 33:22) Gc 18
La settima parte tirata a sorte toccò alla tribù dei figli di Dan, secondo
le loro famiglie.
Il confine della loro eredità comprendeva: Sorea, Estaol, Ir-Semes,
Saalabbin, Aialon, Itla, Elon, Timnata, Ecron, Elteche, Ghibbeton, Baalat,
Ieud, Bene-Berac, Gat-Rimmon, Me-Iarcon e Raccon con il territorio di fronte
a Iafo. Il territorio dei figli di Dan si estese più lontano, perché i figli
di Dan salirono a combattere contro Lesem; la presero e la passarono a fil
di spada; ne presero possesso, vi si stabilirono e la chiamarono Lesem Dan,
dal nome di Dan loro padre.
Questa fu l'eredità della tribù dei figli di Dan, secondo le loro famiglie:
queste città e i loro villaggi.
Territorio assegnato a Giosuè
Gs 14:6-15; Ez 45:7-8
Quando i figli d'Israele ebbero finito di distribuirsi l'eredità del paese
secondo i suoi confini, diedero a Giosuè, figlio di Nun, un'eredità in mezzo
a loro. Secondo l'ordine del SIGNORE, gli diedero la città che egli chiese:
Timnat-Sera, nella regione montuosa di Efraim. Egli costruì la città e vi
stabilì la sua residenza.
Queste sono le eredità che il sacerdote Eleazar, Giosuè, figlio di Nun, e i
capifamiglia della tribù dei figli d'Israele distribuirono a sorte a Silo,
davanti al SIGNORE, all'ingresso della tenda di convegno. Così compirono la
spartizione del paese.
CAPITOLO 20
Le sei città di rifugio
(Nu 35:9, ecc.; De 19:1-13)
Poi il SIGNORE disse a Giosuè: «Parla ai figli d'Israele e di' loro:
"Stabilite le città di rifugio, delle quali vi parlai per mezzo di Mosè,
affinché l'omicida che avrà ucciso qualcuno senza averne l'intenzione, possa
mettersi al sicuro; esse vi serviranno di rifugio contro il vendicatore del
sangue. L'omicida fuggirà in una di quelle città; e, fermatosi all'ingresso
della porta della città, esporrà il suo caso agli anziani di quella città;
questi lo accoglieranno presso di loro dentro la città, gli daranno una
dimora, ed egli si stabilirà fra loro. E se il vendicatore del sangue lo
inseguirà, essi non gli daranno nelle mani l'omicida, poiché ha ucciso il
prossimo senza averne l'intenzione, senza averlo odiato prima. L'omicida
rimarrà in quella città finché, alla morte del sommo sacerdote che sarà in
funzione in quei giorni, comparirà in giudizio davanti alla comunità. Allora
l'omicida potrà tornarsene e rientrare nella sua città e nella sua casa,
nella città da cui era fuggito"».
Essi dunque consacrarono Chedes in Galilea nella regione montuosa di
Neftali, Sichem nella regione montuosa di Efraim e Chiriat-Arba, cioè Ebron,
nella regione montuosa di Giuda. E di là dal Giordano, a oriente di Gerico,
scelsero, nella tribù di Ruben: Beser, nel deserto, nell'altopiano; Ramot,
in Galaad, nella tribù di Gad, e Golan in Basan, nella tribù di Manasse.
Queste furono le città assegnate a tutti i figli d'Israele e allo straniero
residente fra loro, affinché chiunque avesse ucciso qualcuno
involontariamente potesse rifugiarvisi e non avesse a morire per mano del
vendicatore del sangue, prima di essere comparso davanti alla comunità.
CAPITOLO 21
Le quarantotto città date ai Leviti
(Ge 49:5-7; De 33:8-11) Nu 35:1-8
I capifamiglia dei Leviti si avvicinarono al sacerdote Eleazar, a Giosuè,
figlio di Nun, e ai capifamiglia delle tribù dei figli d'Israele, parlarono
loro a Silo, nel paese di Canaan, e dissero: «Il SIGNORE comandò, per mezzo
di Mosè, che ci fossero date città da abitare, con le campagne circostanti
per il nostro bestiame».
Allora i figli d'Israele diedero ai Leviti, dalla loro eredità, le seguenti
città con le campagne circostanti, secondo il comandamento del SIGNORE.
Si tirò a sorte per le famiglie dei Cheatiti; e i figli del sacerdote
Aaronne, che erano Leviti, ebbero a sorte tredici città della tribù di
Giuda, della tribù di Simeone e della tribù di Beniamino. Al resto dei figli
di Cheat toccarono in sorte dieci città delle famiglie della tribù di
Efraim, della tribù di Dan e della mezza tribù di Manasse. Ai figli di
Gherson toccarono in sorte tredici città delle famiglie della tribù
d'Issacar, della tribù di Ascer, della tribù di Neftali e della mezza tribù
di Manasse in Basan. Ai figli di Merari, secondo le loro famiglie, toccarono
dodici città della tribù di Ruben, della tribù di Gad e della tribù di
Zabulon. I figli d'Israele diedero dunque a sorte queste città, con le
campagne circostanti, ai Leviti, come il SIGNORE aveva comandato per mezzo
di Mosè.
1Cr 6:50-60
Diedero cioè, della tribù dei figli di Giuda e della tribù dei figli di
Simeone, le città qui menzionate per nome, le quali toccarono ai figli
d'Aaronne tra le famiglie dei Cheatiti, figli di Levi, perché il primo lotto
fu per loro. Furono dunque date loro Chiriat-Arba, cioè Ebron (Arba era il
padre di Anac) nella regione montuosa di Giuda, con la campagna circostante;
ma diedero il territorio della città e i suoi villaggi come possesso a
Caleb, figlio di Gefunne. E diedero ai figli del sacerdote Aaronne la città
di rifugio per l'omicida, Ebron e la campagna circostante; poi Libna e la
campagna circostante, Iattir e la sua campagna circostante, Estemoa e la sua
campagna circostante, Colon e la sua campagna circostante, Debir e la sua
campagna circostante, Ain e la sua campagna circostante, Iutta e la sua
campagna circostante, e Bet-Semes e la sua campagna circostante: nove città
di queste due tribù. E della tribù di Beniamino: Gabaon e la sua campagna
circostante, Gheba e la sua campagna circostante, Anatot e la sua campagna
circostante, e Almon e la sua campagna circostante: quattro città. Totale
delle città dei sacerdoti figli di Aaronne: tredici città e le loro campagne
circostanti.
1Cr 6:66-81
Alle famiglie dei figli di Chenat, cioè al rimanente dei Leviti, figli di
Cheat, toccarono delle città della tribù di Efraim. Fu loro data la città di
rifugio per l'omicida, Sichem, con la sua campagna circostante, nella
regione montuosa di Efraim; poi Ghezer e la sua campagna circostante,
Chibesaim e la sua campagna circostante, e Bet-Oron e la sua campagna
circostante: quattro città. Della tribù di Dan: Elteche e la sua campagna
circostante, Ghibbeton e la sua campagna circostante, Aialon e la sua
campagna circostante, Gat-Rimmon e la sua campagna circostante: quattro
città. Della mezza tribù di Manasse: Tanac e la sua campagna circostante,
Gat-Rimmon e la sua campagna circostante: due città. Totale: dieci città con
le loro campagne circostanti, che toccarono alle famiglie degli altri figli
di Cheat.
Ai figli di Gherson, che erano delle famiglie dei Leviti, furono date: della
mezza tribù di Manasse, la città di rifugio per l'omicida, Golan in Basan e
la sua campagna circostante, e Beestra e la sua campagna circostante: due
città; della tribù d'Issacar, Chision e la sua campagna circostante, Dabrat
e la sua campagna circostante, Iarmut e la sua campagna circostante,
En-Gannim e la sua campagna circostante: quattro città; della tribù di
Ascer, Miseal e la sua campagna circostante, Abdon e la sua campagna
circostante, Chelcat e la sua campagna circostante, e Reob e la sua campagna
circostante: quattro città; e della tribù di Neftali, la città di rifugio
per l'omicida, Chedes in Galilea e la sua campagna circostante, Cammot-Dor e
la sua campagna circostante, e Cartan e la sua campagna circostante: tre
città. Totale delle città dei Ghersoniti, secondo le loro famiglie: tredici
città e le loro campagne circostanti.
E alle famiglie dei figli di Merari, cioè al rimanente dei Leviti, furono
date: della tribù di Zabulon, Iocneam e la sua campagna circostante, Carta e
la sua campagna circostante, Dimna e la sua campagna circostante, e Naalal e
la sua campagna circostante: quattro città; della tribù di Ruben, Beser e la
sua campagna circostante, Iasa e la sua campagna circostante, Chedemot e la
sua campagna circostante e Mefaat e la sua campagna circostante: quattro
città; e della tribù di Gad, la città di rifugio per l'omicida, Ramot in
Galaad e la sua campagna circostante, Maanaim e la sua campagna circostante,
Chesbon e la sua campagna circostante, e Iaezer e la sua campagna
circostante: in tutto quattro città. Totale delle città date a sorte ai
figli di Merari, secondo le loro famiglie, formanti il resto delle famiglie
dei Leviti: dodici città.
Totale delle città dei Leviti in mezzo alle proprietà dei figli d'Israele:
quarantotto città e le loro campagne circostanti. Ciascuna di queste città
aveva la sua campagna tutt'intorno; così era di tutte queste città.
Il compimento delle promesse divine
Il SIGNORE diede dunque a Israele tutto il paese che aveva giurato ai padri
di dar loro, e i figli d'Israele ne presero possesso, e vi si stanziarono. E
il SIGNORE diede loro pace da ogni parte, come aveva giurato ai loro padri;
nessuno di tutti i loro nemici potè resistere davanti a loro; il SIGNORE
diede loro nelle mani tutti quei nemici. Di tutte le buone parole che il
SIGNORE aveva dette alla casa d'Israele non una cadde a terra: tutte si
compirono.
CAPITOLO 22
La tribù di Ruben, di Gad e la mezza tribù di Manasse rimandate oltre il
Giordano
(Nu 32; Gs 1:12-18)
Allora Giosuè chiamò i Rubeniti, i Gaditi e la mezza tribù di Manasse, e
disse loro: «Voi avete osservato tutto ciò che Mosè, servo del SIGNORE, vi
aveva ordinato, e avete ubbidito alla mia voce in tutto quello che vi ho
comandato. Voi non avete abbandonato i vostri fratelli durante questo lungo
tempo, fino a oggi, e avete osservato scrupolosamente il comandamento del
SIGNORE, che è il vostro Dio. E ora che il SIGNORE, il vostro Dio, ha dato
riposo ai vostri fratelli, come aveva loro detto, ritornate e andate alle
vostre tende nel paese che vi appartiene, e che Mosè, servo del SIGNORE, vi
ha dato di là dal Giordano. Soltanto abbiate cura di mettere in pratica i
comandamenti e la legge che Mosè, servo del SIGNORE, vi ha dati, amando il
SIGNORE, il vostro Dio, camminando in tutte le sue vie, osservando i suoi
comandamenti, tenendovi stretti a lui e servendolo con tutto il vostro cuore
e con tutta l'anima vostra». Poi Giosuè li benedisse e li congedò; e quelli
tornarono alle loro tende.
Mosè aveva dato a una metà della tribù di Manasse un'eredità in Basan, e
Giosuè diede all'altra metà un'eredità tra i loro fratelli, di qua dal
Giordano, a occidente.
Quando Giosuè li rimandò alle loro tende e li benedisse, disse loro ancora:
«Voi tornate alle vostre tende con grandi ricchezze, con moltissimo
bestiame, con argento, oro, rame, ferro e con grandissima quantità di
vestiario; dividete con i vostri fratelli il bottino dei vostri nemici».
I figli di Ruben, i figli di Gad e la mezza tribù di Manasse dunque se ne
tornarono, dopo aver lasciato i figli d'Israele a Silo, nel paese di Canaan,
per andare nel paese di Galaad, il paese di loro proprietà, del quale
avevano ricevuto il possesso, dietro il comandamento dato dal SIGNORE per
mezzo di Mosè.
L'altare eretto di là dal Giordano
De 13:12, ecc.; Gc 20:1-13 (Le 17:1-9; De 12:4-14; Ga 6:1
E come giunsero alla regione del Giordano che appartiene al paese di Canaan,
i figli di Ruben, i figli di Gad e la mezza tribù di Manasse vi costruirono
un altare, presso il Giordano: un grande altare, che colpiva la vista. I
figli d'Israele udirono che si diceva: «Ecco, i figli di Ruben, i figli di
Gad e la mezza tribù di Manasse hanno costruito un altare di fronte al paese
di Canaan, nella regione del Giordano, dal lato dei figli d'Israele». Quando
i figli d'Israele udirono questo, tutta la comunità dei figli d'Israele si
riunì a Silo per salire a combattere contro di loro.
E i figli d'Israele mandarono ai figli di Ruben, ai figli di Gad e alla
mezza tribù di Manasse, nel paese di Galaad, Fineas, figlio del sacerdote
Eleazar, e con lui dieci capi, un capo per ogni casa paterna di tutte le
tribù d'Israele: tutti erano capi di una casa paterna fra le migliaia
d'Israele. Essi andarono dai figli di Ruben, dai figli di Gad e dalla mezza
tribù di Manasse nel paese di Galaad, e dissero loro: «Così ha detto tutta
la comunità del SIGNORE: "Che cos'è questa infedeltà che avete commesso
contro il Dio d'Israele? Oggi, perché voltate le spalle e non seguite più il
SIGNORE e avete costruito un altare per ribellarvi oggi al SIGNORE? È forse
poca cosa per noi il peccato commesso a Peor del quale fino a oggi non ci
siamo purificati e che attirò quel flagello sulla comunità del SIGNORE? Voi
oggi voltate le spalle e non seguite più il SIGNORE! Così, se oggi voi vi
ribellate al SIGNORE, domani egli si adirerà contro tutta la comunità
d'Israele. Se ritenete impuro il paese che possedete, ebbene, passate nel
paese che è proprietà del SIGNORE, dov'è stabilito il tabernacolo del
SIGNORE, e stanziatevi in mezzo a noi; ma non vi ribellate al SIGNORE, e non
fate di noi dei ribelli, costruendovi un altare oltre all'altare del SIGNORE
nostro Dio. Acan, figlio di Zerà, che commise un'infedeltà relativa
all'interdetto, non attirò forse l'ira del SIGNORE su tutta la comunità
d'Israele? Così quell'uomo non fu il solo a perire per la sua iniquità"».
1R 12:27-30 (Ge 31:44-45; Gs 24:26-27) 2Co 1:12 (2Co 7:11)
Allora i figli di Ruben, i figli di Gad e la mezza tribù di Manasse
risposero e dissero ai capi delle migliaia d'Israele: «Dio, Dio, il SIGNORE,
Dio, Dio, il SIGNORE lo sa, e anche Israele lo saprà. Se abbiamo agito per
ribellione, o per infedeltà verso il SIGNORE, o Dio, non ci salvare in
questo giorno! Se abbiamo costruito un altare per voltare le spalle e non
seguire più il SIGNORE; se è per offrirvi sopra olocausti o oblazioni o per
farvi sopra sacrifici di riconoscenza, il SIGNORE ce ne chieda conto! Egli
sa se non l'abbiamo fatto, invece, per timore di questo: che, cioè, in
avvenire, i vostri figli potessero dire ai nostri figli: "Che cosa avete a
che fare voi con il SIGNORE, il Dio d'Israele?" Il SIGNORE ha posto il
Giordano come confine tra noi e voi, o figli di Ruben, o figli di Gad; voi
non avete parte alcuna nel SIGNORE! E così i vostri figli farebbero cessare
i nostri figli dal temere il SIGNORE. Perciò abbiamo detto: Mettiamo ora
mano a costruirci un altare, non per offrirci sopra olocausti né sacrifici,
ma perché serva da testimonianza tra noi e voi e in mezzo ai nostri
discendenti dopo di noi, che vogliamo servire il SIGNORE, nel suo cospetto,
con i nostri olocausti, con i nostri sacrifici e con i nostri sacrifici di
riconoscenza, affinché i vostri figli non abbiano un giorno a dire ai figli
nostri: "Voi non avete parte alcuna nel SIGNORE!" E abbiamo detto: Se in
avvenire essi diranno questo a noi o ai nostri discendenti, noi
risponderemo: "Guardate la forma dell'altare del SIGNORE che i nostri padri
fecero, non per olocausti né per sacrifici, ma perché servisse di
testimonianza tra noi e voi". Lungi da noi l'idea di ribellarci al SIGNORE e
di voltare le spalle e non seguire più il SIGNORE, costruendo un altare per
olocausti, per oblazioni o per sacrifici, oltre all'altare del SIGNORE
nostro Dio, che è davanti al suo tabernacolo!»
Quando il sacerdote Fineas, e i capi della comunità, i capi delle migliaia
d'Israele che erano con lui, ebbero udito le parole dette dai figli di
Ruben, dai figli di Gad e dai figli di Manasse, rimasero soddisfatti.
Fineas, figlio del sacerdote Eleazar, disse ai figli di Ruben, ai figli di
Gad e ai figli di Manasse: «Oggi riconosciamo che il SIGNORE è in mezzo a
noi, perché non avete commesso questa infedeltà verso il SIGNORE; così avete
liberato i figli d'Israele dalla mano del SIGNORE».
Fineas, figlio del sacerdote Eleazar, e i capi si allontanarono dai figli di
Ruben e dai figli di Gad e tornarono dal paese di Galaad al paese di Canaan
presso i figli d'Israele, ai quali riferirono l'accaduto. I figli d'Israele
furono soddisfatti, benedissero Dio e non parlarono più di salire a
combattere contro i figli di Ruben e di Gad per devastare il paese che essi
abitavano.
E i figli di Ruben e i figli di Gad diedero a quell'altare il nome di Ed,
perché dissero: «Esso è una testimonianza in mezzo a noi che il SIGNORE è
Dio».
Esortazioni di Giosuè ai capi d'Israele
(De 11:1-28; 7:1-16; 30:15-20) 1Cr 8:1, 8; Gc 2 (1Co 15:1-2, 58; 1Te 4:2;
2Te 2:15)
Molto tempo dopo che il SIGNORE ebbe dato riposo a Israele liberandolo da
tutti i nemici che lo circondavano, Giosuè, ormai vecchio e molto avanti
negli anni, convocò tutto Israele, gli anziani, i capi, i giudici e gli
ufficiali del popolo, e disse loro:
«Io sono vecchio e molto avanti negli anni. Voi avete visto tutto quel che
il SIGNORE, il vostro Dio, ha fatto a tutte queste nazioni davanti a voi;
poiché il SIGNORE, il vostro Dio, è colui che ha combattuto per voi. Ecco,
io ho diviso tra voi a sorte, come eredità, secondo le vostre tribù, il
paese delle nazioni che restano, e di tutte quelle che ho sterminate, dal
Giordano fino al mar Grande, a occidente. E il SIGNORE vostro Dio le
disperderà egli stesso davanti a voi e le scaccerà davanti a voi e voi
prenderete possesso del loro paese, come il SIGNORE, il vostro Dio, vi ha
detto. Applicatevi dunque risolutamente a osservare e a mettere in pratica
tutto quel che è scritto nel libro della legge di Mosè, senza sviarvene né a
destra né a sinistra, senza mischiarvi con queste nazioni che rimangono tra
voi; non pronunciate neppure il nome dei loro dèi, non ne fate uso nei
giuramenti; non li servite e non vi prostrate davanti a loro; ma tenetevi
stretti al SIGNORE, che è il vostro Dio, come avete fatto fino a oggi. Il
SIGNORE ha scacciato davanti a voi nazioni grandi e potenti; e nessuno ha
potuto opporsi a voi, fino a oggi. Uno solo di voi ne inseguiva mille,
perché il SIGNORE, il vostro Dio, combatteva per voi, com'egli vi aveva
detto. Vegliate dunque attentamente su voi stessi, per amare il SIGNORE, il
vostro Dio. Perché, se voltate le spalle a lui e vi unite a quel che resta
di queste nazioni che sono rimaste fra voi e vi imparentate con loro e vi
mescolate con loro ed esse con voi, siate ben certi che il SIGNORE, il
vostro Dio, non continuerà a scacciare questi popoli davanti a voi, ma essi
diventeranno per voi una rete, un'insidia, un flagello ai vostri fianchi,
tante spine nei vostri occhi, finché non siate periti e scomparsi da questo
buon paese che il SIGNORE, il vostro Dio, vi ha dato.
Ora, ecco, io me ne vado oggi per la via di tutti gli abitanti della terra;
riconoscete dunque con tutto il vostro cuore e con tutta l'anima vostra che
neppure una di tutte le buone parole che il SIGNORE, il vostro Dio, ha
pronunciate su di voi è caduta a terra; tutte si sono compiute per voi:
neppure una è caduta a terra. Ma come ogni buona parola che il SIGNORE, il
vostro Dio, vi aveva detta si è compiuta per voi, così il SIGNORE adempirà a
vostro danno tutte le sue parole di minaccia, finché vi abbia sterminati da
questo buon paese, che il vostro Dio, il SIGNORE, vi ha dato. Se trasgredite
il patto che il SIGNORE, il vostro Dio, vi ha imposto, e andate a servire
altri dèi e vi prostrate davanti a loro, l'ira del SIGNORE si accenderà
contro di voi, e voi perirete presto, scomparendo dal buon paese che egli vi
ha dato».
CAPITOLO 24
Discorso di Giosuè al popolo d'Israele a Sichem
(Ne 9:7-15; Sl 105) De 4:32-40; 32:7-14
Giosuè radunò tutte le tribù d'Israele a Sichem, e convocò gli anziani
d'Israele, i capi, i giudici e gli ufficiali del popolo, i quali si
presentarono davanti a Dio. Giosuè disse a tutto il popolo:
«Così parla il SIGNORE, il Dio d'Israele: "I vostri padri, come Terà padre
di Abraamo e padre di Naor, abitarono anticamente di là dal fiume, e
servirono gli altri dèi. E io presi il padre vostro Abraamo di là dal fiume,
gli feci percorrere tutto il paese di Canaan, moltiplicai la sua discendenza
e gli diedi Isacco. A Isacco diedi Giacobbe ed Esaù, e assegnai a Esaù la
proprietà del monte Seir, e Giacobbe e i suoi figli scesero in Egitto.
Poi mandai Mosè e Aaronne, e colpii l'Egitto con i prodigi che feci in mezzo
a esso; e dopo ciò, vi feci uscire. Dunque feci uscire dall'Egitto i vostri
padri, e voi arrivaste al mare. Gli Egiziani inseguirono i vostri padri con
carri e cavalieri fino al mar Rosso. Quelli gridarono al SIGNORE ed egli
pose delle fitte tenebre fra voi e gli Egiziani; poi fece venire sopra di
loro il mare, che li sommerse; e gli occhi vostri videro quel che io feci
agli Egiziani. Poi rimaneste a lungo nel deserto.
Io vi condussi quindi nel paese degli Amorei, che abitavano di là dal
Giordano; essi combatterono contro di voi e io li diedi nelle vostre mani;
voi prendeste possesso del loro paese e io li distrussi davanti a voi. Poi
Balac, figlio di Sippor, re di Moab, si mosse per combattere contro Israele;
e mandò a chiamare Balaam, figlio di Beor, perché vi maledicesse; ma io non
volli dare ascolto a Balaam; egli dovette benedirvi e vi liberai dalle mani
di Balac.
E passaste il Giordano, e arrivaste a Gerico; gli abitanti di Gerico, gli
Amorei, i Ferezei, i Cananei, gli Ittiti, i Ghirgasei, gli Ivvei e i Gebusei
combatterono contro di voi e io li diedi nelle vostre mani. E mandai davanti
a voi i calabroni, che li scacciarono davanti a voi, com'era avvenuto dei
due re amorei: ma questo non avvenne per la tua spada né per il tuo arco. E
vi diedi una terra che non avevate lavorata, delle città che non avevate
costruite; voi abitate in esse e mangiate il frutto delle vigne e degli
uliveti che non avete piantati".
(De 29; 2Cr 15:8-15; 34:29-33)
«Dunque temete il SIGNORE e servitelo con integrità e fedeltà; togliete via
gli dèi ai quali i vostri padri servirono di là dal fiume e in Egitto, e
servite il SIGNORE. E se vi sembra sbagliato servire il SIGNORE, scegliete
oggi chi volete servire: o gli dèi che i vostri padri servirono di là dal
fiume o gli dèi degli Amorei, nel paese dei quali abitate; quanto a me e
alla casa mia, serviremo il SIGNORE». Allora il popolo rispose e disse:
«Lungi da noi l'abbandonare il SIGNORE per servire altri dèi! Poiché il
SIGNORE è il nostro Dio; è lui che ha fatto uscire noi e i nostri padri dal
paese d'Egitto, dalla casa di schiavitù, che ha fatto quei grandi miracoli
davanti ai nostri occhi e ci ha protetti per tutto il viaggio che abbiamo
fatto, e in mezzo a tutti i popoli fra i quali siamo passati; e il SIGNORE
ha scacciato davanti a noi tutti questi popoli, e gli Amorei che abitavano
il paese. Anche noi serviremo il SIGNORE, perché lui è il nostro Dio». E
Giosuè disse al popolo: «Voi non potete servire il SIGNORE, perché egli è un
Dio santo, è un Dio geloso; egli non perdonerà le vostre ribellioni e i
vostri peccati. Quando abbandonerete il SIGNORE e servirete dèi stranieri,
egli si volterà contro di voi, vi farà del male e vi consumerà, dopo avervi
fatto tanto bene».
E il popolo disse a Giosuè: «No! Noi serviremo il SIGNORE».
E Giosuè disse al popolo: «Voi siete testimoni contro voi stessi, che vi
siete scelto il SIGNORE per servirlo!» Quelli risposero: «Siamo testimoni!»
Giosuè disse: «Togliete dunque via gli dèi stranieri che sono in mezzo a
voi, e inclinate il vostro cuore al SIGNORE, che è il Dio d'Israele!»
Il popolo rispose a Giosuè: «Il SIGNORE, il nostro Dio, è quello che
serviremo, e alla sua voce ubbidiremo!»
Così Giosuè stabilì in quel giorno un patto con il popolo, e gli diede delle
leggi e delle prescrizioni a Sichem. Poi Giosuè scrisse queste cose nel
libro della legge di Dio; prese una gran pietra e la rizzò sotto la quercia
che era presso il luogo consacrato al SIGNORE. E Giosuè disse a tutto il
popolo: «Ecco, questa pietra sarà una testimonianza contro di noi; perché
essa ha udito tutte le parole che il SIGNORE ci ha dette; essa servirà
quindi da testimonianza contro di voi; affinché non rinneghiate il vostro
Dio».
Poi Giosuè rimandò il popolo, ognuno alla sua eredità.
Morte di Giosuè
Gc 2:6-9 (Gc 50:24-26; Es 13:19; Eb 11:22)
Dopo queste cose, Giosuè, figlio di Nun, servo del SIGNORE, morì all'età di
centodieci anni, e lo seppellirono nel territorio di sua proprietà a
Timnat-Sera, che è nella regione montuosa di Efraim, a nord della montagna
di Gaas. Israele servì il SIGNORE durante tutta la vita di Giosuè e durante
tutta la vita degli anziani che sopravvissero a Giosuè, i quali avevano
conoscenza di tutte le opere che il SIGNORE aveva fatte per Israele.
E le ossa di Giuseppe, che i figli d'Israele avevano portate dall'Egitto,
essi le seppellirono a Sichem, nella parte del campo che Giacobbe aveva
comprato dai figli di Chemor, padre di Sichem, per cento pezzi di denaro; e
i figli di Giuseppe le avevano ricevute come eredità.
Poi morì anche Eleazar, figlio di Aaronne, e lo seppellirono a Ghibea di
Fineas, che era stata data a suo figlio Fineas, nella regione montuosa di
Efraim.