 |
Cremazione e Resurrezione
|
 |
 |
Postato da Redazione
|
 |
 |
Martedì 20 Dicembre 2005
LE INTERVISTE DI "VOCE DELLA BIBBIA"
Fonte [ICN-News 20/12/05]
a cura di Gianfranco Piccirillo
Al telefono con... Nino Ciniello, responsabile del Settore Consulenza biblica e
spirituale di "Voce della Bibbia" (vocedb@tin.it).
Oltre la cremazione
G. Nino, che cos'hai da proporci, oggi?
Beh, l'argomento di cui desidero parlare prende spunto da un'ordinanza emanata
l'anno scorso dal Comune di Torino, secondo cui i resti del corpo di una persona
defunta, dopo la riesumazione decennale, dovranno essere cremati. Quest'obbligo,
comprensibilmente, ha suscitato molti dissensi da parte dei
parenti....................(Continua)

G. Beh, a proposito di questo, un paio di anni fa, se non vado errato, anche la
Regione Lombardia si era avviata verso la stessa legislazione... Comunque sia,
Nino, quali ragioni hanno portato la giunta comunale di Torino ad adottare una
simile ordinanza, e quali sarebbero i motivi di dissenso a quest'ordinanza
espressi dai parenti?
Beh, evidentemente i motivi sono vari: principalmente di ordine pratico, di
spazio... Probabilmente, in un futuro non lontano, questo problema potrebbe
allargarsi e superare i confini cittadini o regionali. Fra i vari motivi di
dissenso, invece, ce n'erano anche alcuni di natura religiosa...
G. Ho capito... Che cosa si può dire, allora, riguardo a questa faccenda? Sono
così tanti e gravi i problemi che ogni giorno affliggono i vivi, che uno si
chiede se vale veramente la pena disturbarsi per pensare ai morti, specie poi a
quelli che, dopo tanto tempo, forse sono anche stati dimenticati dai loro stessi
parenti...
Giusto! Tuttavia, la prima reazione, e forse la cosa più preoccupante, non è
tanto la questione della cremazione di per sé, quanto piuttosto l'imposizione
che è stata fatta ai cittadini da parte del Comune; l'imposizione, cioè,
d'incenerire ciò che resta dei corpi sepolti dieci anni prima. La domanda che
viene da porsi è questa: le autorità comunali (in un prossimo futuro potrebbero
essere le autorità statali) hanno il diritto di disporre dei resti di un corpo
umano, imponendo che siano ridotti in cenere? Ciascuno di noi non ha forse il
diritto-dovere esclusivo del proprio corpo? Questo diritto-dovere si perde al
momento della propria morte? E se lo abbiamo, come credo che sia, non spetta
forse a ciascuno di noi decidere sul destino delle proprie spoglie mortali? E
nel caso in cui una persona non abbia lasciato nessuna direttiva al riguardo,
un'ordinanza comunale oppure una legge dello Stato ha forse più valore della
volontà della moglie/marito o dei genitori della persona deceduta?
G. Una notizia del genere, quindi, non si riduce al solo aspetto
logistico/pratico della collocazione delle salme, ma riguarda il principio più
generale del rispetto della persona...
Esatto, ed è un principio di cui, credo, sia importante tenere conto! Quanto al
problema della cremazione dei cadaveri, va detto che la questione non è nuova,
anzi, si tratta di una pratica antichissima, attestata già nella preistoria. Fra
l'altro, la grandezza della pira dove veniva posta la salma da bruciare, e la
sfarzosità del rito, erano commisurate alla dignità sociale del defunto.
G. E le comunità cristiane, come si comportavano di fronte a questa pratica?
Le comunità cristiane, fin dalle loro origini, dovunque si erano diffuse, hanno
adottato l'uso ebraico dell'inumazione e l'hanno conservata anche là dove la
cremazione era in uso presso le classi più elevate. La preferenza cristiana per
il seppellimento delle salme è stata motivata per il suo significato simbolico:
affidare la salma alla terra, è un richiamo alla morte come a un "sonno" in
attesa del risveglio della risurrezione. Da qui il nome cristiano di "cimitero",
dal greco "dormitorio", significativo per le salme inumate, non per quelle
cremate.
G. È un po' un rifarsi alle citazioni bibliche della sepoltura...
Sì, alla sepoltura come segno del limite umano: "Finché tu ritorni nella terra
da cui fosti tratto; perché sei polvere e in polvere ritornerai" (Genesi 3:19),
oppure: "Molti di quelli che dormono nella polvere della terra si
risveglieranno; gli uni per la vita eterna, gli altri per la vergogna e per un
eterna infamia" (Daniele 12:2). Anche Gesù ha parlato della morte come di un
"sonno": "Il nostro amico Lazzaro si è addormentato; ma io vado a svegliarlo"
(Giovanni 11,11), e l'apostolo Paolo paragonò il passaggio dalla morte alla
risurrezione dei credenti, al seme sepolto nella terra che poi germoglia (1
Corinzi 16:36-44).
G. Questi richiami biblici sono dunque meglio simboleggiati con la sepoltura...
Ma, per tornare alla cremazione...
La cremazione dei cadaveri riprende in Europa solo dopo la metà del XIX sec. con
un'impostazione diversa da quella antica e da quella attualmente in uso nei
Paesi orientali. Non venne proposta come un rito funebre alternativo, ma con
motivazioni più di ordine sanitario. La sua diffusione è stata promossa in
particolare dalla massoneria e da associazioni che avevano una fisionomia
fortemente atea. Così, la cremazione veniva divulgata anche come simbolo della
distruzione totale della persona defunta, negando ogni credenza nella vita
eterna. La chiesa cattolica, con un decreto del Sant'Uffizio del 1886, la
condannò come "detestabile abuso". Il Codice di diritto canonico del 1983,
invece, pur raccomandando il seppellimento, "non proibisce la cremazione, a meno
che questa non sia stata scelta per ragioni contrarie alla dottrina cristiana".
G. Quindi, a favore della cremazione si adducono di solito motivi di ordine
igienico, psicologico (timore di risvegliarsi nella bara, in seguito a morte
apparente), e anche logistico ("Siamo in troppi", dicono le autorità, "non solo
da vivi ma anche da morti... le spoglie umane sono ingombranti, meglio ridurle
subito a una manciata di cenere...")?
Esatto. Alla cremazione però si muovono anche delle obiezioni, che sono per lo
più di carattere giudiziario: con essa, infatti, è impossibile eseguire, se
necessario, indagini medico-legali.
G. In definitiva, da un punto di vista biblico...?
Biblicamente parlando, non esiste un comandamento chiaro e contrario alla
cremazione. Credo che essa, in qualche modo, metta in moto la nostra
sensibilità, il nostro immaginario e, soprattutto, la nostra fede. In effetti,
essa rimanda a un tema che si cerca sempre di rinviare o di escludere dai
dialoghi e dai pensieri delle persone: quello della morte. Ci si affanna sul
tipo di funerale o di cerimonia, seppellimento in loculi o in terra... ma non sul
dopo. Nel vangelo di Giovanni c'è un episodio che, in qualche modo, rivela
questi problemi secondari; dopo la morte di Lazzaro, un amico di Gesù, le sue
sorelle Marta e Maria erano preoccupate, a causa dell'assenza di Gesù, per
l'apertura della tomba, perché la salma del loro fratello era lì già da quattro
giorni... Nel suo colloquio Gesù spostò il centro della conversazione dalla morte
di Lazzaro alla fede di Maria, e alla fine le chiese: "Credi tu questo?"
(Giovanni 11:26).
G. La morte, quindi, mette in movimento (e in crisi!) pensieri, affetti e
sentimenti... ma sottopone anche la fede a una severa verifica!
Esattamente! Solo una fede superficiale o nominale rimane indifferente davanti
alla morte. La Bibbia afferma che la risurrezione dei corpi è sicura. Essa
avverrà sia per i corpi inumati sia per quelli cremati, senza nessuna
differenza. Coloro "che dormono nella polvere della terra si risveglieranno",
però non tutti per la stessa destinazione: "... gli uni per la vita eterna, gli
altri per la vergogna e per un eterna infamia" (Daniele 12:2). L'analogia del
seme, usata dall'apostolo Paolo per indicare il passaggio dalla morte alla
risurrezione del corpo, ci dice che in qualunque condizione si trovi il corpo,
nella tomba come in un'urna cineraria, esso verrà preso da Dio e trasformato in
un corpo risorto. Niente e nessun tipo di morte potranno impedire questo fatto.
I cittadini di Torino, ma anche quelli di ogni paese, oltre a esigere il giusto
diritto di disporre della salma, farebbero anche bene (quanto prima) a pensare a
ciò che li attende dopo la loro morte!
G. Indubbiamente! Nino, direi di concludere proprio su queste tue parole... Grazie
per il tuo contributo, e a risentirci!
Questa intervista, realizzata da Gianfranco Piccirillo,
produttore di programmi radio per "Voce della Bibbia" (Formigine MO,
www.vocedellabibbia.org), è andata in onda su una quindicina di emittenti del
Circuito F.A.R.E. (Federazione Associazioni Radio Evangeliche). Per commenti o
approfondimenti: vocedb@tin.it.
|
|
 |
 |
|
 |
|
|