 |
Scelte sbagliate!
|
 |
 |
Postato da Direttore
|
 |
 |
Cronache dalla Bibbia (IX parte)
Siamo liberi di fare le nostre scelte (giuste o sbagliate), ma non siamo liberi dalle loro conseguenze!
...E' proprio questo, il primo degli effetti collaterali che si manifestano a casa Abramo.
Le scelte alquanto approssimative del patriarca, hanno generato
una certa disgregazione e tendenza all'anarchia, che alla prima occasione si palesa.
Lot, il nipote di Abramo, si sente in grado di fare le sue "libere" scelte.....(Continua)

La questione sorta (a causa del bestiame), tra i suoi pastori e quelli dello zio,
è una buona occasione per separarsi...
"Ora Lot, che viaggiava con Abramo, aveva anch'egli pecore, buoi e tende. Il paese non era sufficiente perché essi potessero abitarvi insieme, poiché il loro bestiame era numeroso ed essi non potevano stare insieme. Scoppiò una lite fra i pastori del bestiame d'Abramo e i pastori del bestiame di Lot. I Cananei e i Ferezei abitavano a quel tempo nel paese. Allora Abramo disse a Lot: «Ti prego, non ci sia discordia tra me e te, né tra i miei pastori e i tuoi pastori, perché siamo fratelli! Tutto il paese non sta forse davanti a te? Ti prego, sepàrati da me! Se tu vai a sinistra, io andrò a destra; se tu vai a destra, io andrò a sinistra». Lot alzò gli occhi e vide l'intera pianura del Giordano. Prima che il SIGNORE avesse distrutto Sodoma e Gomorra, essa era tutta irrigata fino a Soar, come il giardino del SIGNORE, come il paese d'Egitto. Lot scelse per sé tutta la pianura del Giordano e partì andando verso oriente. Così si separarono l'uno dall'altro. Abramo si stabilì nel paese di Canaan, Lot abitò nelle città della pianura e andò piantando le sue tende fino a Sodoma. Gli abitanti di Sodoma erano perversi
e grandi peccatori contro il SIGNORE"
(Ge. 13:5-13)
Come abbiamo potuto osservare all'inizio del capitolo 13,
Abramo ritorna a Canaan e riedifica un altare al Signore, nello
stesso posto dove lo aveva eretto in principio. Possiamo dire
dunque, che Abramo, uomo di fede, si sia rimesso in carreggiata.
Uno degli errori più comuni che si rischia di fare nel valutare la
attendibilità di un credente, è quello di aspettarsi da lui l'esempio
perfetto. Forse è il caso di rammentare che la fede, quella biblica,
ha come principio la fiducia in Dio e non in se stessi, e che in tal senso, è accreditata come giustizia (Ro. 4:3).
Un solo uomo, nella storia dell'umanità, ha vissuto una vita perfetta (senza peccato) e
ha offerto se stesso come sacrificio gradito a Dio per la salvezza di molti, cioè di coloro che avranno creduto
(Is.53:5;Mr.10:45;Ef.5:2).
Nonostante il fallimento di ogni uomo, il credente ha l'assoluta certezza che per mezzo di Cristo Gesù uomo, è salvo
(Ro. 5:1-11; 8:1-3). Come risulta dal racconto nei versi sopra citati, Lot posa
il suo sguardo sull'appetitosa pianura del Giordano dove si trovano le peccaminose città di Sodoma e Gomorra.
Si potrebbe asserire che in qualche modo, Lot, imiti l'esempio negativo di suo zio Abramo.
Tutto sommato, cosa starà mai facendo di male il sagace Lot? Non aveva Dio detto che tutto questo paese sarebbe
stato di Abramo e della sua "parentela"? Su via.. il giovanotto sta dando una mano (a modo suo) al buon Dio, con cui a volte non ci si capisce bene. Il povero Lot si separa da Abramo, e sembra una buona occasione per una brillante carriera; il nostro avventuriero
ignora (forse volutamente), la situazione in cui si sta cacciando.
Più tardi sarà proprio il suo vecchio zio a tirarlo fuori da diversi guai.. Così, come succede anche nelle migliori
famiglie, i problemi non mancano, anzi sembra che gli strascici delle passate vicende, porteranno ad altre scelte
avventate. C'è da rimarcare comunque,
che dalle macerie delle miserie umane, si erge il progetto grandioso del Sommo Architetto,
e come un faro nelle nebbia, la fede, ne è il punto di riferimento vitale.
Abramo e Lot prendono due strade diverse, e apparentemente, la scelta di Lot sembra quella più intrigante
e promettente. La tentazione di assimilare la fede a mero programma terreno, è sempre presente.
Cedere a questo equivoco, porta ad assoldare arbitrariamente Dio alle nostre cause
(voglie), e a declamarlo dalla nostra parte. Il punto è invece, che noi dobbiamo essere dalla parte di Dio.
Abramo pare rispondere a tali requisiti, non così si può dire di Lot. Non è un caso infatti che Il Signore,
parli di nuovo ad
Abramo riguardo ad altre promesse, dopo la separazione da Lot.
Così, Dio, rivela al patriarca, un'altra porzione del Suo disegno, come sempre, sulla base della fede
che ubbidisce (a prescindere
dalle circostanze) e attende al piano di Dio (Eb. 11:1,6). L'esame
è superato, e Abramo viene promosso alla classe successiva.
Possiamo concludere che ormai il nostro coriaceo pellegrino abbia carpito il segreto del "successo"?
A primo acchito sembra di si......Continua
Il Direttore
|
|
 |
 |
|
 |
|
|