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DOCUMENTO VATICANO
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Postato da Redazione
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"Un problema per gli stessi cattolici"
(Di Hanz Gutierrez)
ITALIA, 09:43:00 2007-07-23 FIRENZE
Nota teologica Il documento
"Risposte ai quesiti riguardanti alcuni aspetti circa la dottrina sulla Chiesa",
firmato dal prefetto Levada il 29 giugno u.s. e reso pubblico la settimana scorsa,
ha suscitato giustificate reazioni dai rappresentanti
delle chiese cristiane non cattoliche.....(Continua)

Alle reazioni immediate bisogna far seguire un ragionamento più sereno e articolato.
In primo luogo la chiesa cattolica esprime in quel documento, come lo fa notare
Vittorio Messori (Corriere della Sera del 11 giugno),
non una novità ma ciò che il Magistero ha da sempre affermato.
L'unica vera chiesa è la chiesa cattolica. Questa convinzione è chiaramente percepibile
nei maggiori documenti dottrinali del nostro tempo. Il discusso "subsistit"
che nel Lumen Gentium 8 sostituì un originale "est" non deve dunque essere letto nel
senso d'una apertura ecumenica autentica ma come stratagemma teologico-redazionale teso
ad affermare la verità di sempre. Ma il problema in realtà non è in primo luogo un problema
delle chiese escluse ma della chiesa cattolica in sé. Questo documento fa nascere un problema per i cattolici stessi. Cosa vuole essere oggi il cattolicesimo? Qual è la vera essenza d'una chiesa che si esprime in tale modo? In un contesto di rapidi cambiamenti culturali quale è la scommessa del Magistero? Come rielabora la chiesa cattolica, per l'uomo del nostro tempo, il messaggio cristiano? Di fronte al relativismo, al materialismo e alle diverse idolatrie che minacciano la fede oggi, la chiesa cattolica oppone un'altra idolatria: l'idolatria della chiesa. Le idolatrie cristiane non sono migliori delle altre. Di fronte alla crisi dell'uomo contemporaneo invece di proporre un sano e benefico "ridimensionamento di sé" la chiesa cattolica propone una ingenua e ferrea "affermazione di sé". Questo sicuramente non è un segno di vitalità e forse neanche d'intelligenza anche se nella storia reazioni forti e chiare come questa hanno quasi sempre avuto il sopravvento. Le persone sono alla ricerca di certezze immediate. In secondo luogo, le chiese cristiane non cattoliche non devono sentirsi poi così
male se sono chiamate "comunità cristiane" piuttosto che chiese. Nella comunità la prepotenza
dei capi, delle ideologie, dell'amministrazione o dei programmi è, o meglio ancora,
dovrebbe essere sostituita dalla priorità data alle persone con i loro bisogni,
i loro dubbi, le loro gioie, le loro domande. Una realtà così è sicuramente più vicina
al progetto di Cristo che non la chiesa come gerarchia amministrativa o teologica.
Da un altro lato le chiese protestanti ed evangeliche non devono sentirsi toccate solo quando lo sono in prima persona come in questo caso. Tocca essere più reattivi anche quando la prepotenza dei poteri forti tocca i non cristiani, quando questi innescano meccanismi di controllo o di esclusione sociale sofisticati e soprattutto quando si cerca di abbattere l'autonomia dello stato laico che con tutti i suoi limiti e difetti è una conquista e salvaguarda della modernità anche per gli stessi cristiani. La prepotenza di questo documento verso i cristiani non cattolici è stata ed è preceduta quotidianamente da una prepotenza contro l'autonomia dello stato laico. E' la stessa logica. E' la stessa chiesa. Questa prepotenza all'interno e all'esterno del cristianesimo sublima una debolezza che vive dall'ingannevole paradosso di sentirsi in minoranza e accerchiata. La religione non è tutto, lo sono ancora meno le chiese. Questo non è un male. Ogni chiesa, cattolica o protestante, ha i suoi paradossi, le sue contraddizioni, i suoi fantasmi, i suoi limiti.

Ogni religione tende ad essere assoluta e quindi a diventare escludente.
Le religioni, tutte le religione e tutte le chiese, sono oggi parte del problema e non
solo della soluzione come esse vorrebbero. Per questo motivo oltre alla ricerca
di senso e dell'affermazione identitaria, ambedue legittimi e necessari movimenti
dello spirito delle persone e delle chiese, bisogna coltivare l'apertura e al rispetto
degli altri e sopratutto imparare il difficile compito di avere una concezione sobria
di se stessi. Soprattutto noi cristiani. L'anomalia che questo documento mette in moto
è un'anomalia cristiana e non solo cattolica.
Hanz Gutierrez
Prof. alla Facoltà Avventista di Teologia
Istituto Avventista di Cultura Biblica di Firenze
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Re: DO*****ENTO VATICANO (Voto: 1) di Manuel il Mercoledì, 16 gennaio @ 03:28:48 CET (Info Utente | Invia un Messaggio) | Well said Chavi. Send me a note malvad@mac.com
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