Legge scripta...
..."scripta" e rivelazione particolare (Gv 1:17)
Si tratta della legge che Dio diede a Mosè dopo avere liberato Israele dalla schiavitù
d'Egitto.
La legge non consisteva solo nei cosiddetti 10 comandamenti,
che comunque ne sono l'essenza, ma anche in un insieme di regole e precetti utili
sia all'individuo,
sia alla collettività come famiglie e
gruppi più estesi, fino al governo della nazione. Oltre ciò, Mosè è anche lo scrittore
divinamente ispirato,
del libro della Genesi.....(Continua)
Questa legge, come il resto della rivelazione particolare di Dio,
è stata fissata ovviamente per iscritto. Dio sapientemente ha cercato il mezzo migliore, affinché la sua rivelazione
fosse trasmessa integralmente, preservandola da aggiunte, omissioni e manipolazioni.
Sappiamo dal famoso detto latino che
" verba volant, scripta manent ", così al di là del limite di tempo e di luogo
ogni uomo ha la sua responsabilità davanti a ciò che è scritto (Lc. 16:29).
Questo principio vale anche per gli altri documenti che ci hanno messo nelle condizioni di conoscere i fatti della storia
umana.
Allo stesso modo i documenti (1) e i codici riguardanti la Bibbia e
in particolare il N.T. sono tali e tanti, da non poterli escludere senza
intaccare gran parte della storia del mondo che conosciamo.
Gesù disse di essere venuto per completare la legge (Mt 5:17);
questo ci dice anche che come l'A.T. era stato fissato per iscritto, così lo sarebbe stato anche il N.T. (II Tm 3:16).
Ci riferiamo a quel complesso di 66 libri ispirati da Dio, che possiamo definire come la Rivelazione particolare.
Vale a dire, quella rivelazione speciale data per mezzo di santi uomini, che hanno parlato da parte di Dio
perché sospinti dallo Spirito Santo (II Pt 1:21).
Parliamo dunque della Bibbia, dove i sacri scrittori sono stati guidati
dallo Spirito Santo, non solo nei pensieri, ma nella scelta delle parole, espressioni e termini, affinché
la rivelazione di Dio fosse
espressa profeticamente. E' interessante vedere come l'ispirazione
della Scrittura, comporti il fatto che a volte lo Spirito Santo sospinga lo scrittore a forzare le regole grammaticali
e della sintassi, a causa della particolarità delle verità rivelate. Per esempio, nel libro della Genesi 1:1 ,
è scritto che "nel principio Elohim (plurale) creò i cieli e la terra".
Non possiamo fare a meno di notare il contrasto tra il soggetto al plurale e il verbo al singolare, come se dicesse
"i dii creò". Il semplice fatto che questo nome di Dio (Elohim),usato 2312 volte nell'A.T. sia sempre associato
ad una forma verbale al singolare, ne esclude ogni interpretazione politeista. Il nome Elohim ci parla di una unità
composita e tripartita, e il verbo al singolare ci dice che il Dio unico ha fatto...
Insomma potremmo intravedere sin dal primo verso della Bibbia l'Iddio unico e trino (2).
Se questa rivelazione fosse venuta dall'uomo, si sarebbe cercato di correggerla, infatti neanche la persona dotata
della più fervida immaginazione, poteva inventarsi qualcosa che è totalmente estranea a qualunque concetto umano.
Un altro esempio in cui vengono infrante le regole della sintassi è:
"prima che Abramo fosse io sono" (Gv. 8:58). Dovrebbe essere
"io ero", ma Gesù disse "Io sono", per indicare la sua preesistenza
e quindi Divinità. Ricordiamo che nell'A.T. quando Dio parlò a Mosè, si presentò con "Io sono" (Es. 3:13,14).
Le profezie già adempiute confermano che la Bibbia è la Parola di Dio, ma chissà come si sentivano i Profeti,
quando parlando da parte di Dio dicevano cose che nemmeno loro capivano del tutto.
Ad esempio la profezia sulla particolare nascita di Cristo (Mi 5:1)
710 a.C.; oppure quella sui 30 sicli con cui venne venduto Gesù da Giuda Iscariota (Za. 11:12) 487 a.C.;
e quella sulla crocifissione di Cristo (Sl 22:16) 1050 a.C., considerando che a quel tempo la crocifissione
era sconosciuta. E ancora il profeta Isaia che parla della rotondità della terra, intorno al 700 a.C. (Is. 40:22).
Non è possibile avere una testimonianza esaustiva di Dio al di
fuori della Bibbia, essa infatti si conferma per il suo messaggio
e insegnamento autorevoli. Dio non aveva di certo frustrazioni da scrittore quando ha voluto che
la Sua rivelazione all'uomo fosse messa per iscritto. Egli vuole farci del bene, metterci a conoscenza della
verità e scriverla nei nostri cuori per darci Vita...(Gr.31:33,34).
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Note:
1) Ci possiamo fidare della nostra Bibbia? (vedi articolo)
2) Trinità (vedi articolo)
Copyright © by La-Bibbia.it Tutti i diritti riservati. Pubblicato su: 2009-05-08 (327 letture) [ Indietro ] |