Frutto e dono dello Spirito Santo
Chiarimenti sulla differenza tra dono e frutto dello Spirito
Una certa confusione esiste ancora oggi negli ambienti religiosi, riguardo la differenza tra frutto e doni dello Spirito.
Tale distinzione era chiara nella chiesa cristiana primitiva, per cui dobbiamo tornare alle sorgenti
della parola di Dio e capire come stanno le cose......(Continua)
Definizione
1) Il dono dello Spirito è un regalo di Dio del tutto soprannaturale che rende l'uomo gioioso "chairo", io mi rallegro. Così come è gioiosa una persona che riceve un buon regalo.
2) Il frutto è il risultato diretto della vita di Cristo data al credente per mezzo dello Spirito Santo. Questo a che fare con la santificazione del credente che arrende la sua volontà a quella di Dio.
Non contrapporre il dono con il frutto dello Spirito
Uno degli errori più frequenti intorno al frutto e i doni dello Spirito è quello di porli in modo antagonistico. Si rischia di dare per esempio, più importanza al frutto rispetto al dono, oppure viceversa, ricercare i doni e trascurare l'importante manifestazione del frutto.
L'apostolo Paolo saggiamente ispirato, aveva previsto questa falsa opposizione, infatti nei capitoli 12, 13 e 14 della prima lettera ai corinzi, fornisce una chiara illustrazione del perfetto equilibrio che deve esserci tra doni e frutto dello Spirito. Nel capitolo 12 infatti, c'è un'esposizione dei doni dello Spirito e il capitolo si conclude(v.31) con un'esortazione a ricercare i doni maggiori.
Il capitolo 13 indica la via per eccellenza ovvero l'amore che deve essere il sentimento e la motivazione per aspirare ai doni spirituali. E' evidente che se il nostro desiderio nel ricercare i doni dello Spirito, è egoistico e di autocompiacimento, Dio non risponderà ai nostri capricci.
Per non fare sbilanciare troppo il piatto della bilancia dal lato del frutto in relazione all'amore, il capitolo 14 inizia dicendo:
"ricercate l'amore non tralasciando però di ricercare i doni spirituali"(I Cor. 14.1).
- Attraverso questi tre capitoli viene così mantenuto l'equilibrio tra i doni e il frutto dello Spirito, tra l'altro confermato, forse intenzionalmente da Paolo, anche nell'esposizione dei nove frutti dello spirito e dei nove doni(Ga. 5:22,23; ICor.12: 7-11).
- Il battesimo nello Spirito Santo e i doni sono collegati al concetto di potenza per la testimonianza di Gesù (At. 1:8; I Cor 14:24-26; Ap.19:10).
- Il concetto di crescita è legato invece alla manifestazione del frutto dello Spirito.
- Il Signore ci invita quindi a produrre il frutto dello Spirito e ci offre i suoi doni per realizzare meglio tale realtà.
Volontà umana e volontà divina
- Comprendere la necessita dei doni e ricercarli con fede e sane motivazioni, è ciò a cui si limita la volontà umana riguardo i doni. Ricordiamo che nella Scrittura, l'esortazione di ricercare i doni spirituali, ha un termine molto forte "zeloute" che è debolmente tradotto con "aspirate", mentre effettivamente è "desiderate ardentemente", vista l'importanza dei doni spirituali.
- Nel frutto dello Spirito la parte del credente è maggiore: deve mettere la sua volontà al servizio di quella di Dio, in tal senso il credente partecipa alla crescita del frutto dello Spirito in lui.
Il frutto dello Spirito cresce sotto la spinta di due componenti. l'azione di Dio e la partecipazione dell'uomo che si limita a mettere la sua volontà a disposizione dello Spirito.
- In sostanza il frutto dello Spirito si manifesta quando la volontà dell'uomo si lascia modellare dall'azione operante dello Spirito, in vista dei propositi di Dio.
- Per quanto riguarda invece i doni, la questione è totalmente diversa, perché scompare la cooperazione tra l'uomo e Dio. Infatti una volta ricevuti i doni, l'iniziativa per esercitarli appartiene al Signore che li manifesterà secondo il suo disegno(ICor 12:11).
- Il parlare in lingue fa eccezione, perché è l'unica manifestazione spirituale che può essere esercitata liberamente e personalmente (ICor. 14:4).
A tale proposito ricordiamo che il battesimo nello Spirito Santo può anche contribuire a produrre il frutto dello Spirito, perché ci permette una vita di comunione con Gesù più ricca e più viva.
Crescita del frutto
Possiamo paragonare la manifestazione del frutto dello Spirito, alla naturale crescita di un frutto. Come i frutti sono il risultato della vita dell'albero a cui appartengono, così i frutti dello Spirito sono il risultato della vita di Cristo nel credente.
- L'esempio della vite e dei tralci nel vangelo di Giovanni(Gv.15:5), descrive molto bene la relazione tra la linfa vitale che passa dalla vite al tralcio, e lo Spirito Santo che è l'agente della comunione tra Dio(la vite) e l'uomo(il tralcio).
- Il nostro camminare con Dio quindi è essenziale e anche l'esercizio dei doni, ammettendo sia possibile, senza questa comunione con Dio, può risultare vano. Ciò spiega lo stallo in cui molti gruppi di preghiera si trovano, i quali mettono troppo accento sui doni, e trascurano questa lunga ma benefica crescita spirituale.
- Prendendo esempio dal processo naturale di crescita del frutto, vediamo come dapprima appare la gemma, poi il fiore ed infine il frutto che tra l'atro deve maturare.
- Il carattere progressivo di questa crescita contrasta chiaramente con i doni spirituali i quali possono essere manifestati in modo immediato in una riunione di preghiera e fare entrare il credente a contatto con il mondo soprannaturale di Dio(ICor.14:24-26).
- Non si tratta qui di crescita, ma di un irruzione dello Spirito Santo
che fornisce l'abilità soprannaturale per svolgere un servizio divino.
- E' sbagliato credere che la manifestazione dei frutti dello Spirito, come la dolcezza o la temperanza possano essere dati in una riunione, come può avvenire invece per i doni(Ga.5:22,23).
- Considerando ancora altre manifestazioni del frutto dello Spirito, come la gioia la pazienza e la temperanza, ci accorgeremo che sarà più facile manifestare tali virtù, nella misura in cui riconosceremo questa nostra mancanza e ricercheremo comunione col Signore.
- Per non volere camminare con Gesù, coloro che desiderano il frutto dello Spirito senza passare attraverso la fase di germogliamento, della fioritura e della maturazione, saranno di certo delusi.
- Ricordiamo che il potenziamento del battesimo nello Spirito Santo, aiuta in questo processo, ma questo non potrà essere istantaneo, e ha che fare con la resa della volontà umana a quella divina.
- Abbiamo già accennato invece, che le manifestazioni dei doni dello Spirito non dipendono dalla volontà umana(ICor. 12:11), e non devono perciò essere confusi con attitudini e capacità umane.
- Il dono di conoscenza o di profezia è una rivelazione soprannaturale e non conoscenza psicologica; siamo sul piano spirituale e non intellettuale. Lo stesso vale ad esempio per i doni di guarigione, i quali non hanno a che vedere con la normale pratica medica o con i cosiddetti "guaritori". Questi doni sono per i veri credenti e non per gente a caccia di poteri taumaturgici.
- Colui che riceve tali doni è consapevole che è il Signore che guarisce, perciò i veri doni non devono compiacere e innalzare l'uomo ma servire gli altri nella verità e dare gloria a Dio.
- Per avere un'idea di questa neutralità intellettuale dell'uomo nel campo dei doni spirituali, possiamo ricordare che l'apostolo Paolo ci dice che se qualcuno parla in lingue, il suo spirito prega bene ma la sua intelligenza rimane inattiva(ICor.14:14).
Necessità dei frutti e dei doni dello Spirito
E' necessario che ogni cristiano riconosca che i doni e il frutto dello Spirito sono entrambi indispensabili per affrontare il buon combattimento della fede in questo mondo di tenebre(Ef.6:18).
Colui che manifesta il frutto dello Spirito deve aspirare ai doni spirituali, e colui che vuole esercitare i doni spirituali non tenendo conto della santificazione deve desiderare i nove frutti dello Spirito.
-La manifestazione della potenza di Dio ha maggiore efficacia nella misura in cui sia i doni che i frutti dello Spirito sono presenti. Ogni vero credente riconoscerà l'importanza di vivere quotidianamente una maggiore comunione con Gesù, manifestando così dei frutti che saranno riconosciuti e apprezzati. Ci sono però delle porte che possono essere aperte solo con la dinamite dei doni spirituali.
- In conclusione possiamo dire che sia la crescita che la potenza dello Spirito Santo sono benedizioni di cui nessun cristiano dovrebbe privarsi, per proclamare le virtù di Colui che ci ha salvati.
Il Direttore
Il Direttore di La-Bibbia.it Copyright © by La-Bibbia.it Tutti i diritti riservati. Pubblicato su: 2009-05-08 (2715 letture) [ Indietro ] |