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A proposito, anche gli Apostoli parlavano...





... Lingue e doni profetici erano insieme ad altri carismi, molto frequenti nella chiesa cristiana dei primi due secoli. L'Apostolo Paolo scrivendo alla chiesa di Corinto, esorta i credenti a mettere un freno all'esuberante manifestazione di glossolalia
[ il parlare in lingue sconosciute sotto l'influenza dello Spirito Santo di Dio. Cfr. "Pentecoste" (Atti degli Apostoli cap 2) ],
nel culto pubblico......(Continua)

Spirito Santo

Anche per fugare ogni dubbio circa l'origine soprannaturale del "fenomeno", egli stesso afferma di parlare in lingue più degli altri (I Co.14:18), ma aggiunge che in chiesa ogni atto deve essere finalizzato all'edificazione dei credenti e pertanto consiglia di astenersi dai "linguaggi" "se non vi è chi interpreti", privilegiando il "dono" di "profezia" perché, spiega colui che "profetizza edifica la chiesa".

Il capitolo si conclude con la reiterazione dell'esortazione sul profetizzare e non impedire il parlare in altre lingue purché "ogni cosa sia fatta con dignità e con ordine" (I Co.14:39).

La "glossolalia" tra i segni miracolosi distintivi della discesa dello Spirito Santo nell'uomo, è, per eccellenza, il segno della grazia universale di Cristo mediante il suggello dello Spirito Santo che dimora nei credenti (Gv.7:37;Gl.2:28). Anche Nell'Antico testamento troviamo segni miracolosi della potenza di Dio, ma il parlare in lingue diverse da quelle conosciute, spesso in modo perfettamente comprensibile a genti straniere ( cfr. Atti capitolo 2), e prerogativa del Nuovo Patto. Volendo evitare comunque, di addentrarci in uno studio biblico sull'argomento, vogliamo però capire se queste manifestazioni "carismatiche" ( dal greco KARISMA = ) si siano interrotte , come taluni dicono, con la morte dell'ultimo Apostolo, oppure se esse continuano e possono continuare , nel qual caso ci siamo persi qualcosa strada facendo.

Abbiamo già accennato che, fino al II secolo d.C., ci sono chiare testimonianze al riguardo da parte dei primi padri della chiesa. Giustino martire intorno al 150 d.C. dichiarava: "I doni profetici rimangono tra noi fino al tempo presente". Dopo il 183 d.C. , Ireneo affermava: "Allo stesso modo noi udiamo molti fratelli nella chiesa, che posseggono doni profetici, e che per mezzo dello Spirito (Santo) parlano ogni tipo di lingue".

Benedizione

Eusebio scriveva, riferendosi alla fine del II secolo: " Casi di potenza divina e miracolosa, ancora rimangono in alcune chiese". Come potete osservare, siamo andati ben oltre la morte dell'ultimo Apostolo, e ciò evidenzia come l'affermazione del limite sui carismi spirituali, sia totalmente arbitraria oltre che infondata. L'Apostolo Pietro d'altronde, così diceva, riferendosi allo Spirito Santo ricevuto nel giorno di Pentecoste: "Perché per voi è la promessa, per i vostri figli,per tutti quelli che sono lontani, e per quanti Dio ne chiamerà"(At.2:39). Il motivo del declino nel tempo, di questa "esperienza" viva e saturante di potenza dall'Alto, è dovuto probabilmente al sensibile calo dell'attività evangelistica della chiesa.

Gesù, infatti, aveva detto:"... riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni..."(At.1:8).

Bisogna fare una distinzione tra il proclamare il Vangelo e fare proselitismo a vantaggio di questa o quella religione di questa o quella denominazione. Dio non sostiene l'egoismo e il partitismo religioso, ma l'annuncio della buona novella (vangelo). Un altro fattore di declino potrebbe collegarsi al formalismo e legalismo, con conseguente alienazione dei credenti dalla partecipazione attiva al culto cristiano, ridotti oramai a spettatori di un programma scontato e gestito interamente dall'uomo (clero), senza più il bisogno di dipendere dalla guida e potenza dello Spirito Santo. Su quest'ultimo punto, vi sono alcuni credenti che, senza una esperienza sul piano carismatico, ne escludono l'attualità, cercando anche di dimostrarlo biblicamente. Il passo della Scrittura, che solitamente viene declamato per sostenere tale tesi è riportato nel capitolo 13 della I° epistola ai Corinzi, dove viene detto che le profezie e le lingue saranno abolite...(v.8). Orbene, se leggiamo l'intero contesto e non un singolo verso, ci accorgeremo che l'apostolo Paolo sta riferendosi alla perfezione nell'eternità dei credenti con Cristo. Egli, infatti, dice anche che la conoscenza sarà abolita, appunto .... "ma quando sarà venuta la perfezione..."(v.10). Di quale conoscenza si sta parlando? Si tratta della conoscenza che viene dall'insegnamento delle Scritture? Oppure, più plausibilmente dei doni(in tal caso il dono di conoscenza)?

In ogni modo, i doni di cui l'Apostolo Paolo parla, saranno aboliti quando verrà la "perfezione"; ciò non si riferisce alla Scrittura, ma alla gloria beata, al faccia a faccia, alla piena conoscenza (I Co.13:12).Non c'è quindi da dubitare sull'utilità attuale dei vari doni che lo Spirito Santo largisce, chiara evidenza peraltro, della presenza del Signore in mezzo al suo popolo. Dal tempo della Riforma Luterana in poi, si recupera progressivamente il contatto con la Bibbia, perso nel corso dei secoli, nei dogmi e superstizioni umane.

Ed è proprio attraverso uno studio attento della Bibbia nei Fatti ( o Atti ) degli Apostoli, un gruppo di credenti evangelici, all'alba del ventesimo secolo, individua il segreto della "potenza dinamica" che animava la chiesa primitiva. Così questi evangelici, credono, ricercano e ricevono il battesimo nello Spirito, proprio come gli Apostoli, e come allora, il fuoco di questa Parola vivente e la rinnovata esperienza di fede, comincia a spandersi in tutto il mondo. Saranno coinvolte presto o tardi tutte le denominazioni cristiane, persino la confessione cattolica, in maniera esponenziale, con i suoi gruppi carismatici.

E si... anche i cristiani moderni, come gli Apostoli, parlano in lingue!
Il Direttore








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Pubblicato su: 2009-05-08 (1826 letture)

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