LIBRI APOCRIFI E PURGATORIO Maccabei, Giuditta, ecc.
I Libri Apocrifi sono libri inseriti nell'A.T. in occasione del concilio di Trento (8 aprile 1546). Sono stati aggiunti dopo che il canone dell'A.T. era stato da tempo completato. Questi libri sono: I e II Maccabei, Sapienza, Ecclesiastico, Giuditta Baruc e Tobia.
Ci sono in questi libri molti errori storici, cronologici e geografici (I Maccabei 6:1-16; II Maccabei 1:10-17;9:1-17)

Il modesto valore intrinseco e il dubbio contenuto sono evidenti (II Maccabei 15:37-39).
Fanno credere che le opere meritorie salvino dalla morte (Tobia 4:10; 12:9),
mentre l'insegnamento biblico ci dice tutt'altro e parla della
giustificazione per fede sin dall'A.T.(Abacuc 2:4;Ro. 1:17; 4;2,3; Ga.3:11).
L'azione falsa e immorale compiuta da Giuditta viene considerata approvata da Dio (Giuditta 9:10,13).
La Bibbia non insegna mai questo tipo di comportamento (II Timoteo 3.16).
Viene affermato che la creazione del mondo venne fatta utilizzando la materia già preesistente (Sapienza 11:17).
La Bibbia ci dice che nel principio Dio creò i cieli e la terra (Genesi 1:1), cioè la materia dal nulla.
Nell'Ecclesiastico 3:30 si dice che le elemosine espiano i
peccati. Vogliamo ricordare invece, che la Bibbia già dall'A.T. ci indica chiaramente
che "senza spargimento di sangue non c'è remissione"(Levitico 17:11; Ebrei 9:22),
realtà perfettamente adempiute in Cristo per la salvezza di chiunque crede.
Baruc sostiene che Dio ascolta le preghiere per i morti (Baruc 3:4).
Nella Bibbia però, non troviamo alcuna conferma in merito, anzi l'insegnamento biblico ci dice chiaramente che,
le preghiere vanno rivolte a Dio -vedi esempio del Padre nostro e di tutte le preghiere menzionate nel N.T.
(I Timoteo 2:1,2; Efesini 6:18).
Secondo la Bibbia perciò, niente preghiere per i defunti, infatti le preghiere sono rivolte a Dio
in favore di uomini vivi, siano essi persone comuni, che santi. Il Mediatore attraverso cui ci rivolgiamo a Dio, è
anche Lui vivo (Giovanni 14:13;I Timoteo 2:4-7;II Timoteo 2:8;Apocalisse 1:17,18).
Dio si è fatto uomo, perché dunque ci si rivolge ad altri uomini? Il falso credo che, si possa pregare per i
morti e che viceversa essi preghino per noi, viene dal paganesimo e non dal cristianesimo;
ciò ha più a che vedere con l'occultismo e lo spiritismo, che con la fede cristiana.
E' importante notare come S. Paolo nella lettera ai Filippesi, dice che il suo andare col Signore (morire)
è meglio per lui, ma non sarà più di nessuna utilità per i credenti (Filippesi 1:22-24).
Questo ci dice anche che i defunti non vanno contattati, ne attraverso la preghiera e ne tramite poteri medianici;
ciò è deleterio in quanto non sono i morti a rispondere e nel peggiore dei casi sono i
demoni, che facilmente possono conoscere informazioni sugli uomini e simularne l'identità.
La Bibbia mette dei seri segnali di pericolo a riguardo di certe pratiche (Deuteronomio 18:9-14).

Un altro insegnamento in qualche modo collegato a questi errori, è la dottrina del Purgatorio (II Maccabei 12: 38-46).
La Bibbia è totalmente estranea ad un tale insegnamento(Ecclesiaste 11: 3 ),
ci dice che come l'uomo muore, così entra e rimane nell'eternità (Luca16: 46).
La Bibbia non parla affatto di una purificazione nell'al di là; oltretutto ciò renderebbe incomprensibile
la necessità della venuta di Cristo, invalidando così la Sua sufficiente opera di salvezza.
La personale fede in Cristo, ci purga.. appieno da ogni peccato, e come Lui stesso dice:
"..ha autorità sulla terra di
rimettere i peccati" (Matteo 9:6; Marco2:10).
La Sacra Scrittura sostiene in maniera chiara la dottrina della giustificazione (salvezza)
per fede e non per opere meritorie (Rom. 5:1; Ef. 2:8,9). L'ovvietà di tale dottrina esclude qualsiasi realtà,
nonché necessità, di un luogo ultraterreno per la remissione dei peccati. Ricordiamo infatti, come uno dei ladroni
crocifissi insieme a Cristo ricevette la salvezza (promessa del paradiso), per la sola fede in Cristo, senza bisogno
di opere meritorie (Lc.23:42,43). Non dobbiamo fare confusione tra la salvezza (fondamento)che è il dono provveduto
da Dio in Cristo, e le opere dei credenti (frutto della fede), che verranno valutate al tribunale di Cristo.
Leggiamo testualmente:
" poiché nessuno può porre altro fondamento oltre a quello già posto, cioè Cristo Gesù. Ora, se uno costruisce
su questo fondamento con oro, argento, pietre di valore, legno, fieno, paglia, l'opera di ognuno sarà messa in luce;
perché il giorno di Cristo la renderà visibile; poiché quel giorno apparirà come un fuoco; e il fuoco proverà quale
sia l'opera di ciascuno. Se l'opera che uno ha costruita sul fondamento rimane, egli ne riceverà ricompensa;
se l'opera sua sarà arsa, egli ne avrà il danno; ma egli stesso sarà salvo; però come attraverso il fuoco"
(I Cor. 3:11-15).
Il passo ci parla innanzi tutto dell'unico fondamento della salvezza che
è Cristo, e perciò il soggetto riguarda ovviamente i credenti
(e tale premessa, ci fa riflettere seriamente sulla follia dell'uomo che pensa di potere essere salvato sulla base
delle proprie opere e giustizia). Notiamo anche che, le opere verranno valutate attraverso la prova del fuoco,
e non i credenti; questo perché al tribunale di Cristo non si giudicherà la salvezza (fondamento) già ottenuta per grazia
mediante la fede (Ef. 2:8,9) ma l'operato di ogni credente. La Scrittura ci dice anche che la prova del fuoco avverrà
nel giorno di Cristo, ciò si riferisce chiaramente ad un evento ben preciso, plausibilmente al tribunale di Cristo,
e non ad un ipotetico luogo ultraterreno di penitenza fuori dallo spazio e dal tempo, al quale non possiamo certamente
attribuire il termine "giorno di Cristo". Abbiamo detto dunque, che il fuoco rivelatore (non purificatore dei credenti),
manifesterà l'opera di ciascuno ; come il fuoco brucia la paglia e la stoppia, lasciando però le pietre preziose e
tutto ciò che è consistente, così verranno provate le opere dei credenti. In questo modo il credente sarà ricompensato
se il suo operato reggerà alla prova del fuoco, oppure ne avrà danno, e sarà salvato come attraverso il fuoco.
Nella peggiore delle ipotesi un credente potrebbe trovarsi a non avere nessuna ricompensa
(forse il caso del ladrone sulla croce) e nondimeno essere salvo per la sola fede in Cristo. Difatti, dalle parole
stesse di Gesù al ladrone, si evince che, nonostante il malfattore sia imperfetto e senza opere meritorie,
non entrerà comunque in uno stato di attesa per essere purificato,"oggi tu sarai con me in paradiso".
Il fuoco di cui parla la Bibbia non espia i peccati e non purifica il credente, in quanto che, solo il sangue di Gesù
ci purifica da ogni peccato(Ef 1:7; Eb. 1:3).
La certezza della salvezza, come dice la Scrittura, è fondata sulla perfezione di Cristo Gesù uomo,
l'unico giusto (vedi Isaia cap. 53). La grazia e l'efficacia di questa opera salvifica, si applicano all'uomo
in questa vita, nello spazio e nel tempo e non nell'al di là (eternità). Le cose rivelate (la Bibbia) sono per l'uomo.
quelle occulte appartengono a Dio (Deuteronomio 29:29). Non si può manipolare l'al di là a nostro piacimento,
non si può modificare il destino dell'uomo nell'eternità, infatti è scritto che gli uomini saranno giudicati per
quello che hanno fatto quando erano nel corpo (II Cor, 5:10; Ap. 20:12).
Il vangelo è la "buona notizia" della salvezza
provveduta da Dio, "poiché ciò che era impossibile all'uomo, Dio lo ha compiuto mandando suo Figlio.." (Rom. 8:3)
E' il caso di dirlo, forse ci sono troppi interessi di natura materiale, dietro l'invenzione del Purgatorio;
a noi però sta il dovere di fare sapere la verità che la Bibbia ci insegna.
Per concludere possiamo affermare che tra i libri Apocrifi e la Bibbia ci sono molti punti contrastanti e
una notevole dicotomia dottrinale. Ne Cristo ne gli Apostoli fanno mai riferimento a questi libri,
così anche i primi Padri della Chiesa non li hanno mai considerati ispirati (Parola di Dio).
Agostino scisse che il libro di Giuditta non si trova nel canone dell'A.T. Questi libri quindi non fanno parte
dell'antico canone ebraico, e anche Girolamo, autore della Vulgata, nella sua versione li collocò in fondo,
precisando che potevano essere utili come letteratura religiosa, ma non essendo Parola di Dio, non potevano stabilire
autoritariamente dottrine. Nonostante ciò, diversi credenti ancora oggi ricevono insegnamenti e dogmi provenienti
da questi libri. La Bibbia comunque rimane, l'unica fonte attendibile ed autorevole nel rapporto tra Dio e l'uomo,
in grado di guidare nella verità.
Il Direttore
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Copyright © by La-Bibbia.it Tutti i diritti riservati. Pubblicato su: 2007-10-19 (2945 letture) [ Indietro ] |