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Israele sotto choc!
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Postato da Redazione
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Lunedì 13 Febbraio 2006
Israele sotto shoc, Putin vuole
sdoganare Hamas
Fonte[ICN-News 12/02/06]
di Fiamma Nirenstein, su La Stampa
Israele è in stato di shock. Hamas festeggia. E tutti e due si chiedono,
con diversi sentimenti: è ricominciata la guerra fredda? Vladimir Putin ha agito
con la classica zampata del vecchio orso sovietico: da solo, alla ricerca di
consensi di quel Medioriente che guardò all'Urss come allo «stato guida», ha
invitato Hamas a Mosca. A poco vale che ieri pomeriggio abbia fatto spiegare che
l'invito servirebbe a convincere Hamas a rinunciare al terrorismo. La ministra
degli Esteri israeliana Tzipi Livni gli ha subito risposto: che c'entra un
invito?....(Continua)

Il concetto è semplice, c'è poco da spiegare. Ma adesso che la Francia gli è
andata dietro, e anche la Turchia, la sua scelta assume un tono egemonico che va
tuttavia oltre il Mediorente, e porta allo scoperto anche una parte di quell'Europa
che pure dichiarò Hamas organizzazione terrorista.
La speranza di Israele che stavolta la coalizione contro Hamas fosse compatta,
si infrange. Putin può oggi spaccare il Quartetto e polarizzarne una parte
(europea) sulla leadership russa. Questo, almeno, è quello che spera invitando
Hamas a Mosca: è passata solo una settimana dalla decisione del Quartetto di non
avere a che fare con Hamas se non a patto che riconosca Israele, rinunci alla
lotta armata, si attenga agli impegni di Abu Mazen. Ma Putin ha annusato il
profumo dello scontro con gli Usa su un terreno consueto: la lotta che un tempo
si chiamava antimperialista.
Benjamin Netanyahu, definisce la mossa di Putin «una legittimazione del
terrorismo internazionale». il Ministro Meir Sheetrit l'ha chiamata «una
pugnalata alla schiena». Yossi Beilin, pacifista e promotore della Carta di
Ginevra, dice che non si deve negoziare con Hamas finchè esso non riconosca
Israele. La ministra Tzipi Livni ha avuto la sua visita negli Stati Uniti
devastata dalla scelta di Mosca. Destra, sinistra, centro, opposizione, governo,
condividono tuttavia un senso di ineluttabilità: si sente nell'aria che se il
fronte anti Hamas si sfalda, si prospetta uno scontro imminente e di grandi
dimensioni. Lo schieramento islamista acquista valore con la legittimazione
internazionale. Si fa strada un disegno di geopolitica che è al contempo vecchio
e nuovo. Vecchio: perché torna agli schemi della Guerra Fredda. Nuovo perché
dalla caduta dell'Urss e, più oltre, dall'11 di settembre gli scenari futuribili
erano apparsi del tutto diversi.
La scelta di Putin è questa, è include anche la Siria cui la Russia ha venduto,
incurante delle critiche del mondo,una notevole quantità di moderni missili.
Putin si propone come l'antagonista della linea americana e dei suoi alleati
europei, che rifiuta l'Iran nuclearizzato di Ahmadinejad e raccomanda a Hamas di
cambiare linea, pena la sospensione degli aiuti. Hamas è per Israele
l'organizzazione che ha fatto saltare per aria decine di autobus e luoghi
pubblici, che afferma nella sua carta che Israele deve essere distrutto e che in
questi giorni ripete rispettivamente per bocca di Khaled Mashaal e di Mahmoud
Zahar che Israele deve morire, e che Hamas non fermerà gli attacchi terroristi.
Hamas sembra adesso deciso a non lascia a Fatah i ruoli di governo più
importanti, come voleva fare fino a pochi giorni fa per conservare consenso e
aiuto del Quartetto. Ma ora il Quartetto è spezzato. Hamas ha annunciato
l'intenzione di formare sue proprie milizie armate accanto a quelle di Fatah.
Anche per Hamas l'invito a Mosca è una sorpresa: alla ricerca di fondi
sostitutivi rispetto all'Europa, aveva girato soprattutto per gli stati Arabi.
Neppure in Egitto ha trovato simpatia: sembra che gli incontri del Cairo non
siano andati bene, perché Mubarak ha consigliato con insistenza a rinunciare
all'obiettivo della distruzione dello stato d'Israele, e Hamas ha risposto
picche. Hamas non pensava a Putin, ma Putin ha pensato a lui e così la Francia,
e Annan che chiede di dare tempo agli integralisti. Putin, nonostante la
contraddizione del terrorismo ceceno, ritiene che il nuovo asse Iran, Siria,
Hezbollah, Hamas, sia una carta attraente per le masse mussulmane, spendibile in
un asse con la Cina. Questo potrebbe portare diritto al veto alle sanzioni
contro il nucleare all'Iran.
Fiamma Nirenstein
LA STAMPA
Citato da:
http://www.informazionecorretta.com/
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